"La notte scorsa abbiamo avuto tanti feriti, non vogliamo che il loro sangue vada sprecato", al Cairo si continua a protestare ignorando il divieto della Guardia Repubblicana

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"La notte scorsa abbiamo avuto tanti feriti, non vogliamo che il loro sangue vada sprecato", al Cairo si continua a protestare ignorando il divieto della Guardia Repubblicana

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Sette le vittime e 446 i feriti il bilancio dei scontri di ieri al Cairo. Intanto i manifestanti anti-Morsi sfidano l'ordine di sgombero e tornano a marciare verso il palazzo presidenziale, ignorando l'ordine impartito dalla Guardia Repubblicana di abbandonare l'area circostante il palazzo presidenziale e non tenere manifestazioni nel pomeriggio. 
Morsi, rientrato nel palazzo presidenziale presidiato da almeno tre carri armati, ha incontrato il generale Abdel Fattah al-Sisi, capo dell'esercito e ministro della Difesa, oltre al primo ministro e ai ministri di Interno e Giustizia, per discutere le modalità attraverso cui giungere a una stabilizzazione della nazione dopo gli scontri, in modo da "proteggere le conquiste della rivoluzione", per citare il comunicato diffuso attraverso il sito presidenziale. 
Intanto, l'opposizione per voce di Mohamed El Baradei condanna le violenze, accusando il presidente Morsi di esserne responsabile e si dice aperta al dialogo a patto che Morsi ritiri il decreto presidenziale con cui si è aumentato i poteri in modo pressoché illimitato. Nella serata di ieri è arrivata una risposta dal primo ministro Hisham Qandil, che si appella alla calma per poter "dare una chance agli sforzi ora in corso per iniziare un dialogo per la riconciliazione nazionale". Mentre il vice presidente del partito dei Fratelli musulmani egiziani, Giustizia e libertà, il docente copto Rafik Habib ha deciso di dimettersi dal suo incarico nel partito e da quello di consigliere del presidente Mohamed Morsi.

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