La polizia di Cambridge offre soldi a giovani attivisti in cambio di informazioni sui loro gruppi. Le denunce
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Dopo che il Guardian aveva pubblicato nel novembre scorso i video segreti che svelavano le tecniche utilizzate dalla polizia per adescare come spie alcuni attivisti ambientalisti di Cambridge in cambio di soldi, il quotidiano inglese rileva alcune importanti novità sul caso, riportando la testimonianza di tre denunce dirette di giovani attivisti.
In particolare quella di una ragazza madre di 23 anni, costretta ad abbandonare la sua attività politica perchè minacciata da un poliziotto sotto copertura, che ha cercato di persuaderla varie volte a spiare l'attività dei suoi colleghi. La giovane, riporta il Guardian, si è sentita “vulnerabile e intimidita” dopo che il poliziotto - che lavorava per un'unità segreta secondo la ragazza - ha minacciato di denunciarla se avesse rilevato il tentativo di adescamento come informatrice. La madre single ha dichiarato agli inquirenti come la sua prima azione politica è stata quella di unirsi al gruppo antifascista dell'università di Cambridge alla fine del 2012. Ha partecipato ad alcuni incontri e alla contromarcia in occasione di una manifestazione del gruppo di estrema destra English Defence League. Si è promossa in modo volontario di aiutare nell'aggiornamento della pagina Facebook del gruppo e altri social media. Subito dopo un poliziotto l'ha contattata e chiesto di presentarsi in commissariato per un'opinione sul comportamento antisociale nel suo quartiere. Ma era chiaramente un pretesto: alla stazione di polizia l'ufficiale le ha chiesto di divenire una spia e dirle quanto sapeva dell'UAF in cambio di soldi.
Le accuse arrivano due settimane dopo che il ministro degli interni inglese Theresa May ha ordinato l'apertura di un'indagine dopo le indiscrezioni che la polizia avesse spiato le azioni della famiglia di Stephen Lawrence. Secondo un altro attivista, un poliziotto ha seguito Lawrence e la sua giovane figlia in un supermercato, dove gli ha girato una busta contenente soldi per indurlo a passare segretamente informazioni sugli altri attivisti ambientalisti di Cambridge. Lawrence ha rigettato a malo modo la busta, minacciando azioni legali.
Anche un terzo attivista ha denunciato agli inquirenti di aver subito pressioni di soldi per rilasciare informazioni sul suo gruppo militante. Tutti questi tentativi, conclude il Guardian, sono stati effettuati dai poliziotti del Cambridgeshire.


