La scorsa settimana, dopo la pubblicazione di un articolo del Time intitolato "Why Bashar Assad Won't Fight ISIS", scritto da un giornalista il cui recente lavoro comprende "The YouTube War" che appellandosi a fonti anoime giunge alla conclusione che il presidente siriano Assad è in combutta con l'ISIS, ZeroHedge era giunto ad una semplice conclusione: La scena è pronta per l'invasione siriana. Dopo solo una settimana, i primi passi verso un'invasione siriana sono effettivamente stati compiuti: il segretario di Stato americano John Kerry in un viaggio in Arabia Arabia lo ha confermato quando ha detto che "la pressione militare può essere necessaria per spodestare il presidente siriano Bashar al-Assad".
E quindi, si chiede ZeroHedge, la guerra di Obama in Iraq, autorizzata dal Congresso, era diretta a combattere la piaga dello Stato Islamico Siria e Iraq o era solo un pretesto per fare quello che gli USA hanno già provato a fare nel 2013, fallendo?
In realtà, la priorità non è "Daesh", che è una distrazione, ma chi controlla il terreno sotto i piedi di Assad: la più importante porta di accesso dal Medio oriente in Turchia, e poi , all'Europa. Un passaggio fondamentale per quella nazione che ha tutto il gas naturale del mondo, ma non mercato per venderlo: il Qatar.
Naturalmente, Assad sa tutto questo: alla fine dell'anno scorso,
Assad ha detto ai giornalisti francesi: "
cerchiamo di essere onesti: se il Qatar non avesse versato soldi a quei terroristi in quel momento, e la Turchia non li avesse supportati logisticamente, e l'Occidente politicamente, le cose sarebbero andate in maniera diversa. Se in Siria abbiamo avuto dei problemi prima della crisi, questo non significa necessariamente che gli eventi hanno avuto cause interne".
Assad ha continuato definendo gli attacchi aerei americani "meramente cosmetici", sostenendo che "il terrorismo non può essere distrutto dal cielo." Assad ha aggiunto che "dire che i raid aerei dell'Alleanza stanno aiutando l'Esercito governativo non è vero".
Infine, il presidente della Siria ha spiegato che la Siria stava combattendo "non solo contro bande", ma Stati che li sostengono con "miliardi di dollari."
Tutto ciò è, ovviamente, irrilevante per la diplomazia di uno di questi "Stati che li sostengono".
Kerry ha detto ai giornalisti in Arabia Saudita che "in ultima analisi, sarà necessaria una combinazione di diplomazia e pressioni per giungere ad una transizione politica. Lapressione militare, in particolare, può essere necessaria data la riluttanza del Presidente Assad a negoziare seriamente. "
Il che ci porta alla variabile più importante: la risposta della Russia a qualsiasi "pressione militare" applicata contro Assad.
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