"È la prima volta". F-15 americano abbattuto dall'Iran: l'ipotesi sui droni che spaventa il Pentagono
L’ipotesi che l’Iran sia riuscito ad abbattere un caccia F-15 statunitense sta sollevando forti preoccupazioni al Pentagono, soprattutto per le dinamiche del raid. A questo proposito, la CNN ha evidenziato che «se il pilota avesse davvero visto ciò che ha descritto — ovvero uno schema di volo coordinato —, si tratterebbe di uno sviluppo preoccupante per le capacità dei droni iraniani». Un esperto di guerra aerea ha inoltre dichiarato all'emittente che l'esercito americano dovrebbe «spendere somme enormi, impiegare massicce risorse e subire perdite significative solo per difendersi da una minaccia coordinata in questo modo».
Il media statunitense ha poi aggiunto che, «sebbene la causa esatta dell'abbattimento dell'F-15 sia ancora oggetto di indagine, i primi rapporti indicano che un gruppo di droni coordinati avrebbe permesso all'Iran di colpire il velivolo». Se confermato, si tratterebbe della prima volta che un aereo americano viene abbattuto durante un conflitto diretto con Teheran.
Tuttavia, nonostante queste ricostruzioni, l'intelligence statunitense non esclude l'ipotesi di un malinteso, potenzialmente causato dallo stato confusionale del pilota in seguito alle ferite riportate.
L'episodio si inquadra nell'ambito dell'Operazione True Promise 4, la massiccia rappresaglia con cui le Forze Armate iraniane hanno lanciato oltre 100 ondate di attacchi. L'operazione ha inflitto pesanti perdite militari e umane a Israele e agli Stati Uniti, in risposta all'offensiva avviata da questi ultimi contro la Repubblica Islamica il 28 febbraio. Secondo fonti iraniane, «Teheran avrebbe distrutto più di 170 droni e caccia avanzati in appena 40 giorni». L'eliminazione di questi velivoli da ricognizione e d'attacco rappresenta uno dei colpi più duri alla struttura aerea nemica, limitando drasticamente la capacità degli Stati Uniti e di Israele di condurre raid di precisione contro obiettivi strategici e di alto valore.


