La pulizia del reattore di Fukushima ha contaminato le colture di riso fino a 20 km di distanza
L'ennesima omissione della Tepco sul disastro di Fukushima
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Ricordate la Tepco, la società responsabile di Fukushima, che per anni ha sostenuto che non c’era nulla di cui preoccuparsi a Fukushima? che dopo averlo negato a lungo è stata costretta ad ammettere che acqua contaminata fuoriuscita dalla centrale in passato ha raggiunto il mare? che ha falsificato i dati sulla temperatura dell’acqua di raffreddamento nel 1985 e nel 1988 per superare i controlli effettuati nel 2005 sull’impianto? che, con il benestare del governo, ha dato il "via libera" al ritorno della popolazione in un distretto della città a 20 chilometri dallo stabilimento distrutto? Bene, si scopre ora che la Tepco ha mentito anche sull’impatto delle radiazioni di Fukushima non solo sul cibo prodotto localmente (che è stato offerto ad un funzionario del governo per "dimostrare" la sua sicurezza), ma anche sul cibo prodotto fino a 20 chilometri di distanza.
Secondo il giapponese Asahi, che cita esami condotti dal Ministero dell’Agricoltura, il lavoro di pulizia condotto presso la centrale nucleare di Fukushima Dai-Ichi nell'estate dello scorso anno " potrebbe avere" contaminato le colture di riso fino a Minamisoma, oltre 20 chilometri a nord di reattori. I livelli di cesio del riso raccolto a Minamisoma e in altre cinque località lo scorso autunno all'interno di 20 km erano al di sopra della soglia di 100 becquerel / kg.
Come aggiunge il Japan Times, "funzionari ministeriali hanno detto che non potevano negare la possibilità che polvere radioattiva sia stata sollevata quando la Tepco ha ripulito i detriti presso il reattore numero 3 lo scorso agosto e che la polvere potrebbe aver raggiunto Minamisoma.
Un portavoce della Tepco ha dichiarato che la società non nega la possibilità che il suo lavoro di pulizia possa essere una causa della contaminazione ma ha aggiunto che resta tutto da stabilire.
Il riso contaminato è stato testato dalla prefettura di Fukushima e non è mai stato messo in commercio. “
Nel frattempo, la popolazione giapponese continua a ingerire riso e chissà quali altri alimenti irradiati in base al presupposto che tutto è sicuro.


