La questione chiave nei colloqui di pace tra Ucraina e Stati Uniti rimane irrisolta – WSJ

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La questione chiave nei colloqui di pace tra Ucraina e Stati Uniti rimane irrisolta – WSJ

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Le garanzie di sicurezza per l’Ucraina costituiscono il principale punto di disaccordo irrisolto al termine dell’ultimo ciclo di colloqui tra Kiev e Washington sulla fine del conflitto con la Russia. Lo riporta il Wall Street Journal in un articolo di domenica, citando fonti ufficiali a conoscenza dei negoziati.

Nel corso dell’incontro, della durata di oltre quattro ore e tenutosi presso lo Shell Bay Club di Hallandale Beach in Florida, i negoziatori hanno affrontato anche le potenziali tempistiche per elezioni future e le intricate questioni territoriali.

La delegazione ucraina, guidata dall’alto funzionario per la sicurezza Rustem Umerov – subentrato ad Andrey Yermak, dimessosi da capo di gabinetto del presidente Zelensky in seguito a uno scandalo di corruzione – ha esaminato la roadmap di pace dell’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump insieme al Segretario di Stato Marco Rubio, all’inviato presidenziale Steve Witkoff e al consigliere informale Jared Kushner.

Il Segretario Rubio, pur definendo la sessione “produttiva”, ha avvertito che “rimane ancora del lavoro da fare”, caratterizzando i negoziati come “delicati” e “complessi”. Una fonte vicina alla delegazione ucraina, interpellata dall’AFP, ha confermato che i colloqui “non sono stati facili” e che “la ricerca di formulazioni e soluzioni continua”.

Umerov ha pubblicamente ringraziato Washington per i suoi sforzi – un messaggio interpretato come rivolto al presidente Trump, che in passato ha rimproverato Kiev per una presunta insufficienza di gratitudine – dichiarando: “Gli Stati Uniti ci stanno sostenendo. Gli Stati Uniti stanno lavorando al nostro fianco”.

Le discussioni avrebbero incluso, oltre alle possibili tempistiche elettorali, la prospettiva di potenziali scambi territoriali tra Russia e Ucraina. La posizione di Kiev rimane tuttavia ferma sul rifiuto delle richieste fondamentali di Mosca, che includono il ritiro delle truppe ucraine dalle regioni del Donbass e il riconoscimento dei nuovi confini post-2022. Anche la natura e la portata delle future garanzie di sicurezza occidentali per l’Ucraina restano da definire.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha offerto una valutazione cauta al termine dell’incontro, scrivendo su Telegram che vi erano stati “alcuni progressi costruttivi”. Secondo indiscrezioni riportate da Politico, Rubio avrebbe segnalato ai partner europei di Kiev che Washington insisterà per la conclusione di un accordo di pace prima di impegnarsi in qualsiasi formale garanzia di sicurezza.

La posizione russa, ribadita più volte, richiede all’Ucraina una rinuncia permanente alle ambizioni di adesione alla NATO e l’assunzione dello status di Stato neutrale. Mosca ha inoltre chiarito che non tollererebbe la presenza di armi nucleari o di truppe occidentali sul suolo ucraino, avvertendo che un simile scenario potrebbe innescare un conflitto diretto con l’Alleanza Atlantica.

La complessità dei negoziati è ulteriormente accentuata dalla questione della legittimità del presidente Zelensky, dopo la scadenza formale del suo mandato nel maggio 2023. Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato la scorsa settimana che firmare un accordo con l’attuale leadership di Kiev è “legalmente impossibile” in assenza di elezioni, finora sospese a causa della legge marziale.

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