La rivoluzione dell'IA travolge il mercato del lavoro, ma i sindacati sono in grave ritardo: i dati shock

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La rivoluzione dell'IA travolge il mercato del lavoro, ma i sindacati sono in grave ritardo: i dati shock

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Che l'Intelligenza Artificiale sia destinata a tagliare posti di lavoro è ormai risaputo, ma non c'è ancora piena consapevolezza del fatto che questo processo sia stato avviato già da anni. Basti ricordare che, secondo i dati dell'ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro), si registrano almeno 425 mila licenziamenti nell'ultimo triennio a livello globale; di questi, quasi 150 mila si concentrano solo nel Vecchio Continente.

È dunque arrivato il momento, per i sindacati, di analizzare con estrema attenzione le conseguenze dell'IA e dello sviluppo tecnologico sulle dinamiche occupazionali. Soprattutto, è fondamentale comprendere in anticipo quali professioni rischino reali esuberi. Se ipotizzare la sostituzione immediata di un'intera redazione giornalistica è errato, ridurre il numero dei collaboratori per sostituirli con l'IA non è affatto un'ipotesi remota.

Le professioni esposte all’Intelligenza Artificiale sono numerose: circa un quarto della forza lavoro potrebbe correre rischi concreti da qui alla fine del decennio. Call center, assistenza amministrativa, servizi informativi e di reception, customer care, impiegati bancari e postali, cassieri e traduttori sono solo alcune delle categorie interessate. Persino il mondo accademico si sta muovendo con campagne di studio e di ricerca per analizzare il fenomeno, come dimostra l'analisi del Politecnico di Torino.

Tuttavia, se da un lato almeno la metà dell'opinione pubblica si dice apertamente preoccupata per l'avvento dell'IA, dall'altro il mondo sindacale appare ancora in grave e ingiustificabile ritardo.

Federico Giusti

Federico Giusti

Federico Giusti nasce a Pisa nel 1966, si laurea in letteratura italiana e subito dopo inizia a lavorare come precario per poi entrare in Comune nel 1999.

Delegato sindacale prima dei Cobas e oggi della Cub è stato attivo nei movimenti studenteschi e per il diritto all'abitare Oggi fa parte dell'ufficio stampa dell'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell'università, ha dato vita a un gruppo di studio con Emiliano Gentili e Stefano Macera ed è tra gli animatori di Radio Grad. E' sposato con figli e nipoti.

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