La Russia è l’unico paese al mondo con un arsenale nucleare in grado di distruggere gli Usa
L’attivismo Usa sul territorio ucraino nelle ultime settimane si è incrementato
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di Eugenio Cipolla
«Equipaggiamento bellico? Credo sia qualcosa che dovremo prendere in seria considerazione, e sarei a favore di fornire armi difensive all’Ucraina». Mark Milley, candidato alla carica di capo di Stato maggiore dell’esercito americano, ha rotto gli indugi. Nei giorni scorsi, nel corso di un’audizione al comitato dei Servizi Armati del Senato, il generale statunitense ha risposto così ad una domanda del senatore John McCain, da sempre accanito sostenitore di una fornitura di armi letali all’ex Repubblica sovietica. La questione circa un’ufficializzazione della cosa (più volte l’Ucraina ha detto di ricevere già armi letali da diversi paesi occidentali, ndr) è ancora nelle mani di Obama e, a meno di una nuova e violenta escalation in Donbass, e di una rottura definitiva dei canali diplomatici tra Mosca e Washington, è difficile che si concretizzi.
Nel corso del suo intervento, Milley non si è fermato a proporre nuove soluzioni per aiutare l’Ucraina, ma ha analizzato la pericolosa situazione alla quale si è esposta il proprio paese, sfidando Vladimir Putin. «La Russia è l’unico paese al mondo che ha un arsenale nucleare in grado di distruggere gli Stati Uniti», ha affermato. Ed è per questo che l’amministrazione Obama sta continuando a lavorare incessantemente sul fronte ucraino, per cercare di indebolire la Russia, vista come una vera e propria minaccia all’esistenza stessa degli Stati Uniti.
Non a caso l’attivismo Usa sul territorio ucraino nelle ultime settimane si è incrementato, raggiungendo livelli mai visti prima. Qualche giorno fa, in una base militare presso Lviv, sono iniziate le operazioni congiunte NATO-Ucraina, con la presenza di militari statunitensi (uno dei gruppi più corposi). La cosa non è stata gradita affatto da Mosca, che attraverso una nota del suo ministero degli Esteri ha reso pubblico il suo disappunto, parlando di una grave minaccia al processo di pace in corso. A dire il vero, al Cremlino non hanno gradito nemmeno la decisione di Mikhail Saakashvili, governatore della regione di Odessa ed ex premier georgiano, di firmare un memorandum con le autorità Usa che prevede l’invio di istruttori per addestrare la polizia dell’oblast situato nel sud del paese.
Intanto il Wall Street Journal ha scritto che il Pentagono si appresta a fornire all’Ucraina un discreto numero di radar (RLS) per aiutare l’esercito di Poroshenko a combattere le milizie filorusse in Donbass. Secondo il quotidiano americano, la proposta del Dipartimento della Difesa Usa, che dovrà essere approvata dalla Casa Bianca, si inserisce in un contesto più ampio, nella volontà di Washington di mostrare maggiore disponibilità per rafforzare la capacità difensiva di Kiev.
Intervistato da Fox News, il generale Usa in pensione e analista militare dell’emittente televisiva, Robert Scales, famoso per aver detto che l’unica soluzione alla guerra in Ucraina è quella di uccidere tutti i russi, ha lanciato l’allarme sullo strapotere bellico della Russia, fornendo la sua soluzione alla minaccia rappresentata da Mosca: fornire all’Ucraina lanciarazzi, missili anticarro, missili guidati, artiglieria e apparecchiature di comunicazione. Ma questo, secondo lui, non avverrà con Obama, piuttosto con l’amministrazione che gli succederà: «Putin sta diventando sempre meno affidabile. E in futuro ci troveremo ad affrontare la Russia, ma non con questa amministrazione».

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