La Russia aggiungerà 40 nuovi missili balistici al suo arsenale nucleare

Una prima risposta al tentativo degli Usa di allargare la propria presenza militare in Polonia e nei paesi baltici

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La Russia aggiungerà 40 nuovi missili balistici al suo arsenale nucleare

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di Eugenio Cipolla

Quando l’altro giorno i giornalisti accreditati al Cremlino gli hanno chiesto un commento sulla volontà degli Usa di installare armi in Europa orientale, lui, Dmitri Peskov, storico portavoce di Vladimir Putin, ha tagliato corto, spegnendo, almeno apparentemente, ogni tipo di polemica: «Non intendiamo commentare quelli che per ora sono solo annunci. Quando ci saranno i piani, ne riparleremo». Ma chi conosce Putin lo sa che il leader del Cremlino è abituato a mantenere un certo aplomb in pubblico e ad agire sottotraccia.
 
E oggi sembra essere arrivata una prima risposta al tentativo degli Usa di allargare la propria presenza militare in Polonia e nei paesi baltici con la scusa di una presunta espansione di Mosca (qui ci sarebbe da aprire un capitolo a parte e contestualizzare un’ipotesi che un anno fa sarebbe stata sicuramente più fattibile, ma che oggi, con i riflettori del mondo puntati addosso e la difficile situazione del Donbass da risolvere, non converrebbe in primis proprio alla Russia). Intervenendo al forum dell'industria bellica 'Army-2015' a Kubinka, vicino Mosca, Putin ha mostrato al suo pubblico tutte le potenzialità dell’industria bellica russa, vero e proprio motore di un’economia che, nel bene e nel male, continua ancora a subire i contraccolpi delle sanzioni occidentali.
 
Quest’anno, ha detto Putin, il paese aggiungerà al suo arsenale nucleare più di 40 nuovi missili balistici ICBM, che «saranno in grado di superare anche il più tecnicamente sofisticato sistema di difesa missilistico». I nuovi armamenti saranno presentati nel corso dell’esposizione moscovita. Il ministero della Difesa russo ha fatto sapere che si tratterà di un pilastro portante della triade nucleare russa. Intanto, da diverse settimane l’esercito russo ha cominciato a ricevere i mezzi corazzati di ultima generazione mostrati nel corso della parata del 9 maggio sulla Piazza Rossa per il settantesimo anniversario della vittoria sovietica sul nazismo. In quell’occasione Putin mostrò all’occidente l’impressionante potenza militare russa.
 
Una potenza che negli anni si è sviluppata tecnologicamente e militarmente grazie ai numerosi investimenti del governo russo. Al contrario dei partner occidentali, infatti, la Russia è uno dei pochi paesi che non solo non ha tagliato le spese per la difesa, ma le ha addirittura incrementate, puntando molto su un settore che si sta rivelando sempre più strategico. «La domanda di armi russe – ha aggiunto Putin – è stabile e il portafoglio è ordini è già pronto per i prossimi anni. I nostri prodotti sono molto popolari sul mercato mondiali. Negli ultimi la domanda è rimasta stabile», ha spiegato, sottolineando  come le società della difesa russe debbano collaborare con aziende stranieri per sviluppare armi moderne. «Certo, sono interessate ad ampliare la portata e la direzione dei lavori con i partner stranieri. Siamo aperti alla cooperazione, al lavoro comune, allo sviluppo congiunto di armi avanzate, a lanciare progetti innovativi».
 
Insomma, il guanto di sfida all’occidente è stato lanciato e si prospetta un lungo braccio di ferro. La Russia vuole mostrare di non avere paura dell’avanzata occidentale verso i proprio confini. E, almeno osservando le reazioni dello stato maggiore moscovita, non starà a guardare. «La sensazione è che i nostri colleghi dei Paesi Nato ci stiano spingendo a una corsa agli armamenti», ha detto oggi il vice ministro della Difesa russo, Anatoly Antonov. E, a giudicare dai piani russi, la corsa sembra essere già iniziata.
 
 
 
    

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