La Russia “al collasso” ha un deficit più piccolo rispetto a GB e Usa nel pieno della “ripresa”.

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La Russia “al collasso” ha un deficit più piccolo rispetto a GB e Usa nel pieno della “ripresa”.

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Un dato economico più di ogni altro espone l’assurdità dell’isteria sul crollo imminente dell’economia russa sentita alla fine dello scorso anno, scrive Alexander Mercouris su Russia Insider.

Il governo ha appena annunciato che il deficit di bilancio in percentuale sul PIL era del 3,7% nel gennaio-maggio di quest’anno. Ecco il deficit di bilancio della Russia sofferto durante la recessione. Che la Russia sia in recessione non c’è dubbio  . Si paragoni il deficit di bilancio del 3,7% del PIL della Russia in recessione, con il deficit di bilancio del 5,7% del PIL del Regno Unito dopo due anni di “ripresa” economica. In Gran Bretagna i conservatori hanno appena vinto le elezioni grazie alla pretesa di aver ridotto il deficit. Il deficit inglese infatti s’è ridotto. Nel 2010 e 2011, il periodo di più profonda recessione, fu dell’11,4% e del 10% del PIL rispettivamente. Negli Stati Uniti? Il deficit di bilancio è attualmente il 2,7% del PIL, meno della Russia, ma non poi tanto. Tuttavia ciò avviene dopo anni di presunta “ripresa” economica. Al picco della recessione negli Stati Uniti, il deficit di bilancio era il 12,10% del PIL nel 2010, il 10,7% nel 2011 e il 10,1% nel 2012. Nel 2014, al culmine del “recupero”, era del 4,1%.

 
In altre parole, la Russia “al collasso” ha un deficit più piccolo rispetto a Regno Unito e Stati Uniti nel pieno della “ripresa”. L’economista Paul Krugman sostiene che il deficit di UK e USA non conta perché prendono in prestito proprie valute. C’è un senso qui. Tuttavia, nel caso della Russia sarebbe più corretto dire che il governo non prende prestiti. La ragione è che a differenza di Regno Unito e Stati Uniti, la Russia abitualmente non bilancia il budget o gestisce surplus, ma nei periodi buoni risparmia il denaro nel fondo di riserva (attualmente circa 75 miliardi dollari) per coprire il deficit durante le recessioni. Ciò non significa, naturalmente, che il governo può continuare a finanziare il deficit così a tempo indeterminato. Quest’anno il governo trarrà circa 50 miliardi dollari dal fondo di riserva per coprire il deficit. Il Ministro delle Finanze Siluanov ha avvertito che se il disavanzo resta al 3,7% nel prossimo anno, il fondo di riserva si esaurirà intorno alla metà del 2016. Tuttavia, anche questo difficilmente comporterebbe una crisi. Lo scarso debito del governo e le ridotte dimensioni del disavanzo significano che il governo avrà poche difficoltà nel raccogliere fondi o nei tagli necessari per coprirlo, anche se vengono imposte altre sanzioni occidentali. Come spesso accade, con l’economia che mostra crescenti segnali di ripresa, tale prospettiva sembra improbabile. La ragione per cui il deficit della Russia è così piccolo, nonostante la recessione, è perché la dimensione delle entrate petrolifere del governo sono in gran parte conservate dalla svalutazione del rublo. Anche se i prezzi del petrolio sono scesi di oltre il 40% dall’estate 2014, anche il rublo è stato svalutato in modo simile, quindi la stessa quantità di petrolio produce circa la stessa quantità di rubli, come avveniva alla fine dell’anno scorso. Dato che il bilancio russo è in rubli ciò significa che il deficit è molto più piccolo di quello che sarebbe stato se il rublo fosse rimasto invariato dall’anno scorso. Lo stesso vale per il surplus commerciale della Russia. Nonostante il crollo del prezzo del petrolio, la Russia continua ad avere un avanzo commerciale sano perché la diminuzione del valore del rublo ha reso le importazioni più costose, apprezzando le importazioni del mercato russo. Lungi dall’essere un disastro, il rublo fluttuante e in calo è una risposta intelligente al crollo del prezzo del petrolio dell’anno scorso, mettendo la Russia in una posizione assai migliore di quello che avrebbe avuto se avesse cercato di difendere il rublo a un livello economicamente ingiustificato. Il rublo flottante e gli interventi necessari per stabilizzarlo, quando ha toccato il fondo, tuttavia hanno colpito la popolazione provocando inflazione e recessione di cui la Russia attualmente soffre Tuttavia hanno aperto la strada alla ripresa economica probabilmente a fine anno  
 
Lungi dal “distruggere l’economia della Russia” Putin e il governo hanno fatto la cosa giusta per salvarla dalle conseguenze del calo dei prezzi del petrolio, in parte spiegando perché, nonostante tutte le difficoltà, rimangono così popolari. 


Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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