La Russia interrompe la partecipazione al Trattato sulle Forze Armate Convenzionali in Europa
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La Russia ha deciso che non parteciperà più a un gruppo di consulenza sul Trattato sulle Forze Armate Convenzionali in Europa, mettendo fine a uno degli ultime modalità ancora esistenti di partecipazione al trattato di sicurezza firmato nel 1990 al termine della Guerra Fredda.
"La Federazione Russa ha preso la decisione di interrompere la sua partecipazione alle riunioni del gruppo di consulenza a partire dall'11 marzo 2015", si legge in un comunicato ufficiale del Ministero degli Esteri, presidiato da Sergei Lavrov.
Come conseguenza la Russia non parteciperà più attivamente al Trattato sulle Forze Armate Convenzionali, un patto annunciato nel 2007 e pensato per garantire la sicurezza tra il blocco occidentale e le forze allineate alla Russia.
Mosca ha anche annunciato che se vorrà installerà impianti nucleari nella repubblica di Crimea, la penisola annessa alla Russia per effetto di un referendum in cui la popolazione ha chiesto la secessione dall'Ucraina.
Il tutto mentre la minaccia di un conflitto nucleare è la più alta degli ultimi 25 anni, nell'opinione dell'Economist. Ci sono meno armi nucleari in circolazione, ma il pericolo di un conflitto mondiale è più alto che mai, dice il settimanale britannico.
Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Cina, Russia, India, Pakistan, Israele e Corea del Nord stanno continuando a sviluppare un arsenale atomico. E presto al gruppo si unirà anche l'Iran, che sta sviluppando un programma di arricchimento dell'uranio che sostiene serva esclusivamente a scopi civili.
Ridurre la proliferazione nucleare, come 40 leader mondiali si sono ripromessi qualche anno fa in un vertice a Washington, non basta: le principali potenze nucleari al mondo dovrebbero avviare nuovi negoziati, per far si che l'arma atomica non venga più considerata come un'arma nelle trattative di relazione internazionale.


