La Russia non collaborerà con gli Stati Uniti ad Aleppo, finché non faranno una distinzione tra opposizione e terroristi
La Russia condiziona l'accordo con gli Stati Uniti per la cooperazione anti-terrorismo nella città di Aleppo alla delimitazione tra oppositori e terroristi.
"La questione della separazione tra terroristi del Daesh ed i gruppi (opposizione) che lavorano con le forze armate Usa è discussa da lungo tempo, è il più grande ostacolo ad un accordo finale sulla situazione critica ad Aleppo", ha affermato, oggi, il vice Ministro russo degli Esteri Sergei Ryabkov.
La scorsa settimana, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov ha incontrato a Ginevra il segretario di Stato Usa, John Kerry, per cercare di raggiungere un consenso sulla distinzione tra oppositori e gruppi terroristici, compito complicato e urgente, senza la cui risoluzione non è possibile stabilire una tregua duratura in Siria.
A tal proposito, Riabkov ha chiarito che il suo Paese "non è del tutto certo" che la controparte nordamericana sia in grado di risolvere questo problema.
Il diplomatico russo ha anche considerato un possibile incontro sulla Siria con i capi delle diplomazia di Stati Uniti e Russia a margine del vertice del Gruppo dei Venti (G20) nella città cinese di Hangzhou tra il 4 e il 5 settembre, anche se non vi è alcun appuntamento in programma.
Secondo quanto ribadito, se Washington annuncia che la differenziazione tra i gruppi di opposizione e terroristi è parte della sua politica nei confronti della Siria, non ci sarà alcun ostacolo affinché Lavrov in Cina incontri con la sua controparte statunitense.
Ieri, il presidente russo Vladimir Putin aveva parlato di un imminente accordo con gli Stati Uniti riguardo alla Siria, ma ha ammesso che ci sono differenze su chi sono i gruppi terroristi su che cosa sia l'opposizione 'moderata'.


