La Russia pronta a abbandonare definitivamente i Titoli americani per quelli dei Brics. Le parole di Medvedev

L’allontanamento russo dall’Occidente e il suo pivot to China sono praticamente completati

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La Russia pronta a abbandonare definitivamente i Titoli americani per quelli dei Brics. Le parole di Medvedev

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Non è un segreto che la Russia ne abbia abbastanza dei Petrodollari e che, alla luce delle sanzioni occidentali - che molti vedono non tanto come una reazione agli eventi in Ucraina ma solo come un tentativo di fermare la rivoluzione russa contro lo status quo del petrodollaro, colpendo e indebolendo la sua economia prima che altri paesi si uniscano a Mosca - stia costantemente pensando a come sbarazzarsi del dollaro quale mezzo di scambio il più velocemente possibile, spiega il blog americano ZeroHedge.. Il problema è che quando si tratta di ritorsione contro l'Occidente, la Russia – oltre a dichiarare un embargo sui pagamenti in dollari USA per le sue materie prime - ha poco controllo su quale valuta i suoi partner commerciali occidentali utilizzeranno nei pagamenti. Così si sta concentrando su suoi colleghi BRICS, con i quali, come riportato in precedenza, la Russia aveva lanciato una "banca" alternativa al FMI.
 
Sono i BRICS che, secondo quanto dichiarato dal primo ministro russo Dmitry Medvedev in un’intervista a Rossiya TV, dovrebbero effettuare operazioni nelle monete nazionali, bypassando il dollaro americano.
 
E se non era chiaro, l’allontanamento della Russia dall’Occidente e il suo pivot to China sono praticamente completati.

Medvedev ha anche detto che "la nostra collaborazione con la Cina è di importanza strategica. Abbiamo contatti politici importanti e brillanti, abbiamo ottime relazioni economiche. La Cina è il nostro partner strategico, e siamo interessati ad espandere il volume della cooperazione. Non abbiamo paura di collaborare, perché siamo convinti che questa sia una collaborazione eguale, amichevole e reciprocamente vantaggiosa in tutti i settori. "
 
Nel frattempo, per quanto riguarda le crescenti tensioni occidentali, il Primo Ministro ha detto che le sanzioni hanno creato una brutta situazione per le banche russe sui mercati finanziari, tutte le fonti di liquidità sono congelate. "Consideriamo questo come una decisione insensata e pessima verso la Russia, ma ce la faremo".  
 
Il PM ha anche detto che la Russia ha attraversato una situazione simile nel 2008-2009 ed è in grado di gestirla con le risorse della banca centrale e ha aggiunto che l'Europa è ancora un importante mercato per la Russia e che se i membri dell'UE "non prenderanno decisioni assurde per spingerci fuori da questo mercato, noi rimarremo lì".
 
Ma mentre Medvedev si è comportato da poliziotto buono in questa occasione, a vestire i panni del "cattivo" è stato ministro delle finanze russo Anton Siluanov che, come riferisce il WSJ, ha confermato che la Russia sta valutando la diversificazione del portafoglio di investimento da paesi che hanno imposto sanzioni a Mosca e nelle valute dei suoi partner BRICS.
 
 
Parlando a margine di un forum annuale di investimento sul Mar Nero, Siluanov ha detto che il Ministero delle Finanze vuole diversificare il proprio paniere di investimento, ed è alla ricerca di rendimenti più elevati senza troppi rischi. Siluanov ha aggiunto che il ministero prenderà in considerazione l'acquisto di titoli di Stato di Brasile, India, Cina e Sudafrica, che insieme con la Russia sono conosciuti collettivamente come i paesi Brics.
 
"[Vogliamo] evitare di investire nella valuta dei paesi che impongono sanzioni contro di noi", ha detto Siluanov, aggiungendo che il rimpasto verrebbe effettuato in modo graduale. E senza specificare quando i primi acquisti di debito Brics potrebbroe aver luogo.
 
La buona notizia per gli Stati Uniti, ora che la Russia sembra intenzionata a liquidare più o meno rapidamente la sua quota del debito degli Stati Uniti, è che Cremlino è in possesso di soli 115 miliardi di titoli di stato degli Stati Uniti, poco più dei 100 miliardi dollari dello scorso maggio quando la notizia di una prima vendita russa dei buoni del Tesoro degli Stati Uniti ha colpito il mercato. 

 
 
Tuttavia, analizza il blog americano, a decidere le sorti americane, non sarà tanto quello che farà la Russia, ma quello che faranno gli altri suoi colleghi BRICS e i titolari del Treasuries USA fanno. Perché mentre Mosca può essere in possesso di poco più di 114.500 milioni dollari americani, Cina, Brasile e India detengono circa 1,6 miliardi di dollari in buoni del Tesoro USA, una leva non secondaria, un importo che neanche la Fed potrebbe monetizzare con breve preavviso, senza un’onda d'urto massiccia nei mercati dei capitali globali. 
 
In altre parole, mentre gli Usa stanno colpendo duro la Russia, devono fare attenzione a non esagerare e rischiare di innescare un processo che potrebbe intaccare il legame con i paesi BRICS: questo potrebbe segnare la fine del dollaro quale prima moneta di riserva internazionale e la transizione verso un’altra valuta di riserva.
 
Non succederà mai? 
 
Considerando che è stato proprio l'ex capo consigliere economico di Obama, Jared Bernstein, a  preconizzare la fine del dollaro quale prima moneta di riserva internazionale, dovremmo stare attenti ad usare la parola "mai" in questo caso specifico ...

 
 
 
 
 
 
 

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