Era il dicembre 2013 e la rivista scientifica Lancet (segnalazione di Marco Sala su Facebook) commentava in questo modo le “riforme sanitarie” in corso in Spagna:
“Mentre la recente risoluzione delle Nazioni Unite intima i governi ad accelerare l'accesso universale ad un servizio sanitario accessibile e di qualità, il governo spagnolo, bypassando la procedura parlamentare e attuando un decreto Reale ha limitato l'accesso al punto da minare profondamente il principio della copertura universale. Il budget per i servizi sanitari hanno subito enormi tagli (13,7% nel 2012 e 16,2% nel 2013) con alcune regioni che sono state costrette ad imporre tagli addizionali”.
Dopo l'attuazione del Decreto Reale nel settembre 2012, circa 873 mila non residenti hanno perso completamente l'accesso alle cure. Medicos del Mundo ha documentato almeno 1192 casi di persone che non sono state in grado di ottenere le cure necessarie per mancanza di documentazione necessaria, conflitto d'interpretazione del decreto e alcuni casi di discriminazione. Questi cambiamenti, prosegue Lancet, possono avere conseguenze gravi in relazione a tubercolosi, HIV e malattie mentali.
E la sanità gratuita per la Spagna, conclude Lancet, è un lontano miraggio. I pensionati dovranno pagare la maggior parte dei costi delle medicine e dall'ottobre 2013 i pazienti con epatiti C, HIV, artriti deformanti e alcuni cancri dovranno pagare il 10% in più delle loro cure negli ospedali e dai 4 ai 20 euro in più per le prescrizioni. La Federation of Associations Defending Public Health riporta, infine, che il 17% dei pensionati potrebbero non completare il corso dei loro trattamenti per i loro costi crescenti.
Se per vedere quello che sarebbe accaduto con il Job Acts in Italia, vi avevamo invitato a vedere la situazione della Grecia e della generazione 300 euro creata dai mini job imposti dalla Troika sul modello tedesco, per capire quello che potrebbe accadere alla Sanità (una volta pubblica) dopo questa legge di stabilità ci dobbamo spostare in Spagna. Con tagli di 4 miliardi di euro previsti per le Regioni, il cui 80% di budget riguarda la Sanità, Renzi verrà così ricordato dai posteri come il flagelatore dei diritti nel mondo del lavoro e della sanità pubblica, due delle più importanti conquiste di civiltà del nostro paese.
ATTENZIONE!
Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.
oppure effettua una donazione