"La sfida della principale corte tedesca alla credibilità dell'euro". Dal Telegraph
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L'impegno annunciato da Mario Draghi che la Banca Centrale europea avrebbe fatto “tutto quello che fosse necessario” per salvare l'euro traballa dopo che la Corte costituzionale tedesca ha espresso oggi una serie di ragioni che evidenziano la sua illegalità con il diritto europeo.
Con questa premessa Bruno Waterfield sul Telegraph sottolinea come si potrebbero creare nuove turbolenze per la zona euro: in una fase in cui i governi dell'UME balbettano sull'unione fiscale e bancaria, infatti, il programma della Bce Outright Monetary Transactions (OMT) è il totem di riferimento per arginare la crisi del debito sovrano.
“Il grande bazooka" degli acquisiti illimitati dei bond sovrani per difendere la moneta unica dell'Unione Europea è stata ampiamente contestata dalla Corte di Karlshrue, che ha però preso la decisione storica di deferire la questione alle corti europee. Qualunque sarà la decisione della CGE, prosegue Waterfield, la Bce dovrà limitare e meglio definire l'obiettivo degli acquisti dei bond e porre nuove condizioni per l'utilizzo del programma.
Gli otto giudici della principale corte tedesca hanno annunciato una sfida alla credibilità dell'euro. Molti tedeschi considerano la Corte come l'autorità giuridica principale del paese e se la Core di giustizia europe dovvesse, come è molto probabile, prendere un'altra strada nella sentenza prevista per fine anno, il crescente sentimento di ostilità tedesco verso l'euro si amplierà ulteriormente, accrescendo la sensazione che la sovranità costituzionale sia ampiamente scavalcata.
Oltra alla fiducia sull'euro, la sentenza della Corte, conclude il Columnist del Telegraph, illustra le ferite profonde inflitte all'ordine politico e costituzionale creato per salvare l'euro. Alternative für Deutschland alle elezioni europee potrebbe essere il vero trionfatore della vicenda.


