"La situazione della zona euro è già una stagnazione stile Giappone". Goldman Sachs
2016
In un rapporto dal titolo “i costi della stagnazione dell'area euro”, Goldman Sachs scrive come "le recenti tendenze in alcune economie europee qualificano già la situazione come una stagnazione in stile giapponese."
Si legge nel rapporto come: “Nel corso del 2014, ci sono stati cambiamenti importanti nelle prospettive di crescita globale. Il più evidente di questi sono stati le rivisitazioni al ribasso delle previsioni di crescita del PIL per alcune delle maggiori economie, compresa l'area statunitense, quella euro, Giappone e Cina. All'interno di queste aeree, la lentezza persistente della crescita nella zona euro è diventata una fonte crescente di preoccupazione nelle discussioni di mercato e sembra tracciare i percorsi spiacevoli associati con l'esperienza giapponese degli anni 1990 --- portando i commentatori a ipotizzare circa la 'nipponizzazione' della zona euro. Ma il fenomeno della stagnazione appartiene ad alcune economie dell'Europa continentale tanto quanto appartiene al Giappone. Le recenti tendenze in Francia, Italia, Spagna e altri paesi della regione si possono già qualificare come esperienze di ristagno. Inoltre, le nostre analisi storiche mostrano che l'Europa occidentale ha un posto di rilievo nella lista dei più gravi ristagni".
Prosegue il rapporto: “A partire dal 2013, i nostri calcoli mostrano che i cunei di PIL pro capite sono sostanziali: la Spagna (18%), Italia (27%), Portogallo (21%), Belgio (13%) e Francia (18%). Tra questi, l'Italia è degno di nota. Dati del FMI mostrano che il PIL pro capite in Italia in percentuale del PIL pro capite della Germania è passato dal 96% del 2002 al 76% nel 2013; la stessa quota rispetto agli Stati Uniti è passata dal 69% al 57%; e anche per quanto riguarda la Spagna è passata da 109% a 102%. Come riflesso di questa stagnazione, combinata con l'ascesa delle economie emergenti a livello globale, la quota in Italia della produzione mondiale è scesa dal 3,2% al 2,1% nello stesso periodo”. Effetto euro?


