La sorprendente dichiarazione del ministro del Petrolio saudita su chi controlla i prezzi del petrolio
Ieri mattina il prezzo del petrolio ha toccato nuovi minimi relativi
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Ricordate quando l'OPEC era un cartello che tentava di stabilizzare i prezzi del petrolio manipolando la sua produzione?, scrive su Business Insider Shane Ferro.
Non è più così.
Il ministro del Petrolio saudita, Ali Al-Naimi, ha fatto una dichiarazione sorprendente in una riunione sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite a Lima, in Perù.
"Perché dovrei tagliare la produzione? Sai cosa fa un mercato per qualsiasi bene. Va su e giù e su e giù", ha detto Al-Naimi, come riporta Bloomberg .
La dichiarazione è interessante dal momento che Al-Naimi è apparentemente l'uomo più potente del cartello che ha manipolato il mercato mondiale del petrolio dal 1960. La mission dell’OPEC è quello di utilizzare l'azione collettiva, attraverso il controllo della fornitura di petrolio al mondo, per contrastare le forze di mercato alle quali, come sta ora sostenendo Al-Naimi, dovrebbe essere consentito di muoversi liberamente.
Questo commento è venuto lo stesso giorno che l'Opec ha abbassato le sue aspettative di domanda per il prossimo anno a 28,9 milioni di barili al giorno, un taglio di circa 300.000 barili. E’ la più bassa delle previsioni dal 2002.
L’OPEC ha fornito due ragioni: la prima è l'aumento della produzione in tutto il mondo (per lo più proveniente dalla produzione di scisto in Nord America). La seconda è la riduzione della domanda. Mentre la tecnologia sta migliorando per l'estrazione di petrolio, sta facendo lo stesso per l'efficienza energetica.
A novembre, l'OPEC ha deciso di non tagliare la produzione nonostante queste forze di mercato, a scapito delle economie di molti dei suoi paesi membri più poveri come il Venezuela, l'Ecuador e la Nigeria. Il prezzo del petrolio è in calo da giugno, quando era di circa 105 dollari al barile, con cali particolarmente ripidi a ottobre e novembre. Nessuno può spiegare esattamente perché il prezzo è calato così rapidamente fino a circa 60 dollari al barile e non mostra segni di recupero.
Il prezzo del petrolio ha toccato nuovi minimi relativi ieri mattina.

Questo nuovo atteggiamento di Al-Naimi è probabilmente una tattica politica. L'Arabia Saudita vuole che il prezzo del petrolio sia basso al punto di non consentire ai produttori americani dei bacini di shale di ricavarne profitti. Poi potrebbe fermarsi dall’inondare il mercato, riappropriandosi della sua posizione di leader del mondiale di petrolio.
Le tattiche dell'Arabia Saudita stanno funzionando. La US Energy Information Administration (EIA) ha recentemente ridotto la sua previsione di crescita della produzione nel 2015 di 100.000 barili al giorno.

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