La "sorpresa" di Trump e la dignità dell'Iran: "Perché non si arrendono?"
La domanda, sussurrata con un misto di incredulità e frustrazione, arriva direttamente dalla bocca dell'inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, che riferisce lo stupore del presidente USA: "Perché non hanno capitolato?".
A Teheran, però, la parola "capitolazione" non sembra essere nel vocabolario. Mentre Washington aumenta la propria presenza militare in Medio Oriente e valuta "scenari alternativi" che includono attacchi limitati, la Repubblica Islamica tiene testa, rifiutando di piegarsi alle pressioni imperialiste. Il regime delle sanzioni, le minacce, il dispiegamento di forze: nulla, per ora, ha scalfito la posizione iraniana sul proprio programma nucleare civile.
Che Trump sia "sorpreso" da questa resistenza dice molto sulla mentalità con cui certa diplomazia occidentale si avvicina a paesi che non intendono fare da comprimari. Come se il mondo dovesse inchinarsi di fronte alla volontà di Washington. Come se la sovranità e la dignità di una nazione come l'Iran fossero merce da scambiare con una riduzione delle tensioni.


