La strategia militare degli Usa può portare alla terza guerra mondiale nell'era termonucleare. L'analista Mike Billington
I banchieri di Wall Street e Londra rifiutano di accettare che i BRICS "stanno sviluppando un'alternativa al sistema occidentale"
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Le politiche militari statunitensi in relazione alla Russia e Cina e i piani di aumentare la presenza delle forze Usa intorno alle due superpotenze potrebbe portare ad un conflitto globale che nella nostra epoca termonuclearea può avere conseguenze irreparabili, avverte l'analista Mike Billington.
"Se permettiamo che l'amministrazione Obama continui con la sua minaccia di una guerra su vasta scala contro la Russia per la questione ucraina, con il suo sostegno alle organizzazioni terroristiche in Medio Oriente e il sostegno all'Arabia Saudita, fondatore e finanziatore di Al Qaeda (...), con la distribuzione di forze militari enormi, come le forze sottomarine con una enorme capacità nucleare che circondando la Cina, saremo presto sull'orlo della terza guerra mondiale ", ha detto Billington, un analista del settimanale asiatico 'Executive Intelligence'.
L'analista ha anche osservato che l'intero sistema finanziario occidentale "finirà per deludere Europa e Stati Uniti". Secondo Billington, i banchieri di Wall Street e Londra rifiutano di accettare che il blocco BRICS "sta sviluppando un'alternativa al sistema occidentale"
La risposta occidentale è stata quella di avviare una guerra in un'era termonucleare, prosegue l'analista. " Gli Usa ritendono quasi migliore l'ipotesi di una guerra con la Russia e la Cina che consentire ai paesi BRICS di stabilire una sana alternativa", ha detto. La comunità internazionale deve evitare "questa follia" , dice l'analista. Billington è convinto che in realtà la nazione americana "è in declino economico" e "ha bisogno del sostegno di nuove partnership."

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