"La Transnistria è la prima parte liberata della Novorossiya", lo storico Lebedev
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Mentre "la primavera russa" si allarga a diverse sub-regioni di attuali nazioni sovrane non russe, lo storico russo Sergey Lebedev avverte che la Transnistria è "la prima parte liberata della Novorossiya", termine con il quale Putin definisce un nuovo stato che si starebbe delinenado in tutta l'Ucraina, in Moldavia e forse oltre. Ecco una mappa, ripresa da 'ZeroHedge', di quella che potrebbe essere la Novorossiya, o la Nuova Russia.


La tesi di Lebedev, commenta Paul Goble su 'The Interpreter', mette in evidenza due aspetti che dovrebbero essere fonte di preoccupazione non solo per la regione ma anche per l'Europa e l'Occidente in generale.
Da un lato, dire che la Transnistria è "la prima parte liberata della Novorossiya", presenta un quadro molto brutto.
La Transnistria sotto il suo governo separatista è stato uno dei luoghi più repressivi dell'ex spazio sovietico e ha un governo completamente criminalizzato pronto vendere l'enorme deposito di armi rimasto dai tempi dell'URSS a tutti quanti, compresi i gruppi terroristici.
E dall'altro, si sottolinea che i piani di Putin sono di gran lunga più ampi rispetto all’Ucraina e comportano una spinta nei Balcani. Se la Transnistria fosse sottratta alla Moldavia e annessa alla Russia, questo condurrebbe quasi certamente al crollo dello Stato moldavo, l'unificazione di parte di esso con la Romania, la federalizzazione del paese, e l'estensione di un arco di instabilità nei Balcani.


