La Turchia pone le basi per un possibile riavvicinamento diplomatico con la Siria

1385
La Turchia pone le basi per un possibile riavvicinamento diplomatico con la Siria

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha rivelato che la comunicazione politica con il governo siriano necessita di un "luogo appropriato", parlando anche dei quattro obiettivi del suo Paese in Siria.

I media turchi hanno citato Cavusoglu durante il suo discorso alla riunione del Comitato Piano e Bilancio tenutosi ieri: "se esiste un luogo appropriato per aumentare i contatti tra i servizi di intelligence a livello diplomatico, lo valuteremo".

 

Ankara interruppe le relazioni diplomatiche con Damasco all'inizio della guerra, sostenendo e assistendo varie milizie antigovernative. Erdogan ha svolto un ruolo di primo piano nel sostenere l'opposizione nel suo tentativo di rovesciare Bashar al Assad.

Nel frattempo, la Turchia sta spingendo i rifugiati siriani in patria. Secondo Davutoglu, quasi 530.000 siriani sono tornati dalla Turchia in Siria, precisandoche ciò è stato possibile "grazie agli sforzi compiuti per garantire la stabilità".

Ha sottolineato che Ankara aderisce a quattro obiettivi strategici in Siria, che sono preservare l'unità del Paese, la stabilità permanente basata su una soluzione politica, rimuovere il “terrorismo” dai confini della Turchia e garantire il ritorno sicuro dei rifugiati siriani nel loro Paese.

La Turchia occupa attualmente un'area stimata di 8.835 chilometri quadrati in Siria, inclusi oltre 1000 insediamenti e diverse basi militari.

Dallo scoppio della guerra siriana, Erdogan ha regolarmente preso di mira la sua controparte siriana, definendola un "tiranno" e un "macellaio".

Tuttavia, attraverso le pressioni del governo russo, negli ultimi anni la posizione di Erdogan si è ammorbidita mostrandosi possibilista circa un lento riavvicinamento a Damasco, dichiarando ad agosto che il dialogo politico e la diplomazia non possono essere interrotti tra i due Paesi.

Tuttavia, la Siria ha negato di aver stabilito stretti contatti con il governo turco, limitando lo scambio esclusivamente all'intelligence.

Il 22 ottobre scorso Ankara ha rinnovato la sua richiesta di un accordo tra il governo siriano e l'opposizione siriana su una costituzione e una tabella di marcia che includa un processo elettorale.

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE di Paolo Desogus Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti