La vittoria di Pirro della Germania nella sua battaglia sull'euro

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La vittoria di Pirro della Germania nella sua battaglia sull'euro

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In un interessante articolo su Foreign Affairs, Alexander Reisenbichler e Kimberly J. Morgan criticano l'opinione pubblica comune secondo cui il successo della Germania sia la meritata ricompensa di una gestione economica rigorosa. Berlino, al contrario, deve molto del suo rilancio economico alle specifiche condizioni strutturali dell'Unione Monetaria Europea: immigrati e denaro stanno affluendo dal resto d'Europa, in un esodo dovuto dalle condizioni che la Merkel e i tecnocrati europei hanno contribuito a creare attraverso l'austerità e la stabilità dei prezzi.
Dopo aver ricostruito le fonti del successo tedesco non nelle riforme del mercato del lavoro o nel conservatorismo fiscale ma in un processo di aggiustamento decennale delle relazioni commerciali e lavorative associato con la posizione della Germania entro l'unione monetaria, i due autori spiegano coma la Germania sia riuscita a sfruttare la sua posizione entro l'unione monetaria per rafforzare il suo export. Date le sue istituzioni di contrattazione collettiva ben coordinate, Berlino ha avuto un chiaro vantaggio sugli altri paesi: questa svalutazione interna - l'equivalente della svalutazione della moneta ma ottenuta deprimendo i salari - ha gettato le basi di un boom dell'export e reso l'economia tedesca più competitiva delle altre nell'Eurozona. Un Euro relativamente debole ed una Bce su misura tedesca sono state poi due benedizioni.
Per ora la Germania si gode il migliore dei mondi possibili, ma il percorso che la Merkel si trova davanti potrebbe cambiare molto rapidamente. Sebbene la Germania possa sembrare isolata da ciò che accade nel resto dell'Eurozona, uno sguardo più attento rivela la fragilità di questo gigante dell'export. Se continua a voler mantenere vivo il miracolo tedesco, deve dare una mano a risollevare il resto d'Europa, riducendo l'austerità e puntando sulla spesa interna per rilanciare l'export dei paesi più in crisi. Il rallentamento dell'economia tedesca negli ultimi due trimestri e le previsioni pessimistiche sulla crescita dovrebbero essere dei segnali d'allerta. Se la Merkel, concludono Reisenbichler e Morgan, non dovesse apportare questi cambiamenti, la Germania potrebbe tornare presto il "malato" d'Europa.

Per un'ottima traduzione dell'intero articolo si rimanda e si ringrazia: http://vocidallestero.blogspot.it/2013/06/come-la-germania-ha-vinto-nella-crisi.html#more

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