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L'accademia della Crusca conferma: Termovalorizzatori è una parola inventata. Sono inceneritori

 


Il Blog delle Stelle
 

I “termovalorizzatori” ? Una parola inventata. Sono inceneritori. Lo afferma nero su bianco l’Accademia della Crusca nella rivista “Crusca per voi” nel n. 36 del 2008(http://www.accademiadellacrusca.it/it/pubblicazioni/crusca-per-voi/indice-dei-numeri/aprile-2008?page=1) .


La maggiore autorità linguistica italiana  in un articolo a firma Raffaella Setti (leggi qui la versione integrale https://www.rivistamicron.it/notizie/laccademia-della-crusca-su-termovalorizzatore/) spiega che  “è probabile che come spesso accade per le nuove parole, anche termovalorizzatore sia stata creata in ambito industriale e diffusa per via mediatica”. Una parola inventata tanto che “nelle direttive europee sull’incenerimento dei rifiuti uscite tra il 1999 e il 2000 (la DE 1999/31/CE e la DE 2000/76/CE) si parla ancora soltanto di inceneritori”. Spiegano che sono impianti  “ che non eliminano il processo della combustione dei rifiuti, con tutte le conseguenze che questo comporta sul piano dell’impatto ambientale”.

 

Giustamente la linguista ricorda che “che questo, spostamento semantico venga anche appoggiato dall’intenzione, da parte di produttori degli impianti e di amministratori, di allontanare nell’opinione pubblica l’idea della pericolosità ambientale e sottolineare il richiamo al valore dell’energia prodotta, è questione che va oltre le competenze del linguista.

 Così l’Accademia della Crusca spiega e smonta il marketing degli inceneritoristi sul piano linguistico.


Sul piano scientifico, aggiungiamo noi, invece non c’è nessuna valorizzazione energetica che invece avviene dal recupero di materia. Lo spiega lo studio di J. Morris, D. Canzonieri , “Recycling versus incineration. An Energy conservation Analisys”, Seattle, USA (https://coordinamentorifiutienergia.noblogs.org/files/2013/02/IncenerimentoVSRiciclaggio.pdf )   dove i recupero di energia è calcolato in BTU/tonnellata (British Termal Unit) sia nell’incenerimento  che nel recupero di materia. Bruciando 1 tonnellata di plastica si ottiene energia pari a 6.957 BTU, riciclandola e recuperandola 37.781 BTU, sei volte maggiore. Bruciando una tonnellata di carta  si ottengono 3.338 BTU, riciclandola 11.343,Relatviamente ai tessuti: 3.130 BTU incenerindoli contro 18.100 BTU recuperando materia, per la gomma 6.351 BTU da incenerimento contro 20.550 BTU da riciclo. Insomma il recupero di materia vince sempre.


Cari lobbysti e piazzisti di notizie false, basta con gli inganni.


Lucia Azzolina, Movimento 5 Stelle Commissione Cultura Camera



 
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