"L'aggressione del nemico ci rafforza": l'Esercito iraniano risponde duramente dopo l'attacco USA all'ospedale
Secondo quanto riferito dalle autorità iraniane, l'ospedale Shahid Baqai di Ahvaz è stato temporaneamente evacuato dopo che alcuni missili statunitensi hanno colpito l'area adiacente al centro medico. L'attacco dell'esercito statunitense è avvenuto nella notte di mercoledì, colpendo una zona molto vicina alla struttura situata ad Ahvaz, nella provincia sud-occidentale del Khuzestan. A scopo precauzionale, la direzione sanitaria ha disposto l'immediata evacuazione temporanea dell'edificio.
??????Imágenes revelan evacuación de pacientes infantiles tras ataque cerca de hospital en Ahvaz
— HispanTV (@Nexo_Latino) July 15, 2026
??Imágenes muestran la evacuación temporal de niños con cáncer del hospital Shahid Baqaei, en Ahvaz, tras ataques con misiles estadounidenses en sus inmediaciones. pic.twitter.com/hBNQKkO7Uj
Hosein Kermanpur, responsabile del Centro di pubbliche relazioni del Ministero della Salute, ha confermato che l'attacco missilistico ha preso di mira proprio le aree circostanti l'ospedale Shahid Baqai, un polo d'eccellenza specializzato nella cura dei pazienti oncologici, in particolare bambini.
Attraverso il suo account sulla piattaforma X, Kermanpur ha descritto così quei drammatici momenti:
"Alcuni pazienti e i loro accompagnatori hanno lasciato l'ospedale spaventati dal forte boato e dalle intense vibrazioni; ora rimangono solo i pazienti in condizioni molto gravi!"
Subito dopo l'esplosione, i funzionari dell'ospedale Baqai di Ahvaz hanno contattato i genitori dei piccoli pazienti, spiegando che i proiettili statunitensi avevano colpito l'area limitrofa all'edificio e invitandoli a ritirare d'urgenza i propri figli per salvaguardare la vita dei bambini malati di cancro in cura presso la struttura. Essendo l'ospedale interamente dedicato alla cura e al trattamento dei tumori pediatrici, l'evacuazione ha costretto le famiglie a trasferirsi temporaneamente nelle strade circostanti la clinica per rimanere accanto ai propri figli e continuare ad assisterli all'aperto.
L'attacco ad Ahvaz ha di fatto messo fuori servizio l'ospedale oncologico. Da parte sua, l'Università di Scienze Mediche di Ahvaz ha comunicato che, a seguito degli attacchi nemici sulla città e delle forti esplosioni nelle aree adiacenti, il centro specializzato è stato chiuso temporaneamente per garantire l'incolumità dei pazienti e del personale sanitario. L'ateneo ha infine aggiunto che tutti i pazienti sono stati trasferiti in altre strutture ospedaliere della città di Ahvaz, operazione avvenuta nel rigoroso rispetto di tutti i protocolli di sicurezza.
La risposta militare dell'Iran
In una dichiarazione ufficiale rilasciata giovedì, riportata da HispanTV, l'Esercito iraniano ha annunciato di aver condotto, poche ore prima, la nona fase dell'Operazione Saeqeh (Fulmine). Questa operazione militare è stata lanciata in risposta diretta agli attacchi del nemico, definito "assassino di bambini", contro diverse aree dell'Iran e contro la caserma di Bampur a Iranshahr (nella provincia meridionale del Sistan e Baluchistan), raid che avevano causato il martirio di sette sottufficiali e soldati delle forze di terra dell'esercito iraniano.
Durante questa prima controffensiva, diversi droni suicidi hanno colpito con successo una postazione radar fissa, un sistema di comunicazioni e i depositi di carburante dell'esercito statunitense — accusato di atti terroristici e infanticidi — presso la base aerea di Al-Azraq, situata in Giordania. Il comunicato sottolinea che questa specifica base ospita i sistemi di difesa missilistica statunitensi e rappresenta uno dei più importanti centri strategici e di comando per le forze di Washington dislocate in Asia occidentale. L'esercito ha fermamente condannato i raid nemici contro gli alloggi del personale militare a Iranshahr, definendoli una palese dimostrazione della "natura disumana del malvagio nemico".
Successivamente, l'Esercito della Repubblica Islamica dell'Iran ha annunciato di aver avviato anche la decima fase dell'Operazione Saeqeh (Fulmine), sferrando attacchi con droni suicidi contro i sistemi radar e le difese aeree dell'esercito statunitense (definito nel testo come esercito terrorista) presenti in Kuwait e in Bahrein.
Nello specifico, il dipartimento di pubbliche relazioni dell'esercito iraniano ha riferito che, nel corso dell'operazione, i droni Arash hanno attaccato i sistemi radar, una batteria di difesa aerea Patriot e i depositi di carburante statunitensi presso la base aerea di Ali Al Salem, in Kuwait. La nota ufficiale evidenzia come quel particolare sistema Patriot avesse proprio il compito di proteggere la base, gli aerei da trasporto e i droni avanzati americani, inclusi i modelli MQ-9.
In contemporanea, un'ulteriore ondata di attacchi condotta con droni iraniani ha colpito i sistemi di comunicazione e radar (compresi i radar Super Hawk), oltre alle installazioni Patriot e ai sistemi d'arma schierati dall'esercito statunitense presso la base di difesa aerea di Sheikh Isa, in Bahrein. Il rapporto militare specifica che questa installazione, che ospita anche unità di supporto aereo degli Stati Uniti, ha subito gravi danni a causa degli attacchi coordinati con droni e missili eseguiti con successo dall'esercito iraniano e dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC).
A suggello di queste operazioni, l'Esercito iraniano ha rilasciato una dura dichiarazione politica e spirituale:
"L'audacia, l'arroganza, le minacce e l'aggressione del nemico non fanno altro che rafforzare la nostra determinazione e le nostre capacità difensive", ha sottolineato il comando militare, aggiungendo che la forza complessiva delle Forze Armate della Repubblica Islamica si fonda sul sostegno compatto del popolo iraniano, sulle loro concrete capacità di combattimento e sullo spirito di coraggio e valore ereditato dagli alti martiri e dalla Guida Suprema, il Signore Martire della Rivoluzione Islamica, l'Ayatollah Seyyed Ali Khamenei, nel difendere strenuamente gli interessi nazionali e la legittimità della Repubblica Islamica stessa.


