L'appello di 200 intellettuali: "L'Intelligenza Artificiale arricchirà solo i soliti noti. Ecco cosa rischiamo"
Oltre 200 intellettuali hanno sottoscritto un accorato appello per lanciare un severo monito sugli effetti dell'Intelligenza Artificiale. Pur riconoscendone i potenziali benefici, i firmatari avvertono che l'automazione selvaggia rischia di rendere superflue intere categorie professionali, traducendosi in un'epocale ondata di licenziamenti.
L’invito è rivolto a una platea vastissima: economisti, comunità scientifica, decisori politici e vertici delle Big Tech. L’obiettivo è avviare un’analisi immediata e profonda sull'impatto dell'IA nell'economia, nel mondo del lavoro e nella ricerca stessa. Si tratta di una riflessione che parte già in grave ritardo, specialmente se si guarda al ruolo geopolitico e militare che gli algoritmi stanno già giocando nei conflitti in corso. Il rischio concreto è che le promesse di un'era di benessere diffuso vengano schiacciate da una logica prettamente capitalistica, orientata al profitto esclusivo, proprio come già accaduto in passato con la robotizzazione industriale.
In questo scenario, la domanda centrale è: quale volto assumerà il capitalismo dominato dall'IA?
Le prime risposte delineano uno scenario inquietante, caratterizzato non solo dalla perdita di posti di lavoro, ma anche da una deriva autoritaria basata sul controllo sociale. Un timore condiviso persino dai vertici delle stesse multinazionali del settore. Il CEO di Palantir, ad esempio, ha ammesso apertamente che l'IA accelererà la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochissimi eletti, amplificando esponenzialmente le disuguaglianze sociali. Alla stragrande maggioranza della popolazione rimarranno solo le briciole.
Al di là della retorica e delle dichiarazioni di facciata, si profila all'orizzonte un vero e proprio "capitalismo della sorveglianza". Un sistema destinato a blindare i privilegi delle élite e a prevenire il dissenso sociale – inevitabile di fronte a una simile polarizzazione – attraverso l'uso di apparati tecnologici di controllo e logiche securitarie.


