L'Arabia Saudita ammette in 'privato' che un suo Jet ha attaccato un funerale nello Yemen
L'Arabia Saudita riconosce in 'privato" la propria responsabilità nel bombardamento mortale di una cerimonia funebre a Sana'a, capitale dello Yemen.
Come ha riferito, oggi, l'emittente britannica BBC, Riad "ha ammesso privatamente che nei piani della sua coalizione c'era il bombardamento di un funerale" a Sanaa, dove sono rimaste uccise tra le 140 e 213 civili (secondo le varie fonti) e feriti più di 500.
L'attacco di sabato scorso è stato così terribile che il Regno Unito ha preso la decisione inusuale di prendere parte alla inchiesta sul bombardamento, cui ha fatto seguito un secondo attacco quando sul luogo della careficina i soccorritori stavano ancora lavorando. Riad ha accettato la proposta di Londra.
Il raid di Riad di sabato scorso è il più mortifero commesso dal regime saudita contro lo Yemen dall'inizio della guerra, marzo 2015, contro il paese più povero del mondo arabo.
A questo proposito, un funzionario del governo di Londra ha dichiarato alla televisione britannica che il suo governo invierà un team di avvocati ed esperti militari per sorvegliare e monitorare l'inchiesta che Riyadh ed i suoi alleati arabi dicono di aver lanciato.
L'intelligence saudita ha diversi informatori nello Yemen, che avevano riferito a Riyadh che in quel funerale c'era anche un alto esponente del movimento popolare yemenita Ansarullah.
Secondo la BBC, deve ancora essere chiarito se l'aviatore ha preso una decisione autonoma sganciando le bombe o ha ricevuto l'ordine da un comando superiore dell'esercito.
Un funzionario del regime saudita ha dichiarato che non ci sarà alcuna dichiarazione pubblica sulle indagini in corso, un processo che potrebbe richiedere giorni, settimane o addirittura mesi.


