L'architetto britannico della guerra in Iraq esprime sollievo perchè la Brexit ha distratto la GB dal Rapporto Chilcot
Nella sua recente corrispondenza con Colin Powell, Jack Straw, ex capo della diplomazia britannica al momento della guerra in Iraq, ha osservato che le discussioni sulla Brexit avevano il vantaggio di distogliere l'attenzione pubblica dalla pubblicazione del rapporto sulla guerra in Iraq.
"L'unico aspetto positivo della Brexit è che ridurrà l'attenzione nel medio termine dal rapporto Chilcot, anche se questo non impedirà che il giorno della sua pubblicazione sarà sgradevole", ha scritto l'ex-ministro degli esteri britannico in una email all'ex segretario di Stato Colin Powell e pubblicato sulla rivista The Intercept il 4 luglio, dieci giorni dopo il voto a favore della Brexit. .. e due giorni prima della pubblicazione del rapporto Chilcot .
Il documento, che aveva lo scopo di presentare le vere condizioni della partecipazione del Regno Unito all' intervento militare in Iraq nel 2003, preoccupava Jack Straw e Colin Powell, entrambi ministri degli Esteri dei loro paesi quando è stata presa la decisione di avviare l'invasione.
Un mese dopo la pubblicazione del famoso rapporto, particolarmente grave sul coinvolgimento del Regno Unito nella seconda guerra in Iraq, il segretario di Stato americano ha rassicurato Jack Straw, sempre via e-mail, informandolo che "[il rapporto] non avuto alcun impatto qui [negli Stati Uniti] ", e che sarebbe caduto nel dimenticatoio a breve.
L'ex ministro britannico, sollevato, ha risposto "Sì, il rapporto Chilcot è caduto nell'oblio anche qui. E' stato sgradevole il giorno [del suo rilascio], ma la maggior parte dell'attenzione si è concentrata su Tony [Blair] ". L'ex membro del governo laburista ha osservato, tuttavia, che il caso dei "parenti dei soldati uccisi in Iraq che stanno cercando di avviare una causa contro Tony [Blair]" ha sollevato un pò di clamore, anche se tale azione potrebbe portare a nulla.
Le email di Colin Powell, segretario di Stato Usa dal 2001 al 2005 durante il mandato presidenziale di George W. Bush, sono state pubblicate dal sito DC Leaks, che ha pubblicato anche le email rubate al Democratic National Committee.


