L'Argentina minaccia di portare gli Stati Uniti davanti la Corte Internazionale di giustizia

"Il tribunale di New York si è comportato come un agente dei fondi speculativi"

2413
L'Argentina minaccia di portare gli Stati Uniti davanti la Corte Internazionale di giustizia

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


L'Argentina ha minacciato di portare gli Stati Uniti alla Corte Internazionale di Giustizia per negligenza giudiziaria, accusando il paese di incompetenza per consentire due piccoli hedge fund di spingere lo stato argentino in default, a prescindere dal caos causato dagli altri creditori e il danno agli azionisti ordinari.Il duro attacco è venuto dopo che un tribunale di New York ha impedito all'Argentina di pagare 539 milioni di euro ai suoi creditori, anche se il governo di Cristina Kirchner voleva farlo. Si tratta dell'ultimo sviluppo bizzarro della lunga lotta del paese per riguadagnare l'accesso ai mercati dei capitali mondiali. E' la ricostruzione che Ambrose Evans-Pritchard compie sul Telegraph degli ultimi avvenimenti che hanno seguito l'annuncio da parte di Standard & Poor del "default selettivo" dopo il mancato accordo di mercoledì notte. I timori di una reazione a catena son iniziati a Buenos Aires, dove l'indice Merval è sceso di 7 punti e le banche leader sono crollate del 12%.
 
"Dire che l'Argentina è in default tecnico è una bufala ridicola", ha dichiarato Jorge Capitanich, capo di gabinetto del governo argentino, che ha accusato il giudice Griesa del tribunale di New York di comportarsi come un "agente" dei fondi speculativi. "C'è stata la mala prassi qui dal sistema giudiziario degli Stati Uniti, per il quale tutti e tre i rami del governo sono responsabili. L'Argentina ha cercato di negoziare in buona fede ". Capitanich ha poi detto che l'Argentina sta valutando di chiedere un dibattito alle Nazioni Unite e ha lanciato un appello alla Corte internazionale di giustizia dell'Aia. "Non possiamo avere un sistema finanziario globale che consente a un gruppo minuscolo di fondi di minare il processo di ristrutturazione del debito", ha detto. La crisi spingerà il paese in una profonda recessione, prosegue il Columnst del Telegraph, ma non sarà niente in confronto degli eventi traumatici del 2000-2002 quando il PIL del paese si è contratto dell'11%, la polizia aveva perso il controllo delle strade e il presidente Fernando de la Rua si era dovuto rifugiare sul tetto del suo palazzo, la Casa Rosada. Il paese poi ha sfidato il mondo, imponendo un taglio del 70% agli obbligazionisti nel più grande ripudio del debito nella storia.
 
L'Argentina è considerata come una delle vittime della prassi finanziaria. "Questo è stato imposto all'Argentina dai fondi avvoltoio. Pagare i fondi avvoltoio sarebbe disastroso, rendendo più difficile per i paesi di tutto il mondo risolvere le crisi del debito in futuro", ha dichiarato Sarah-Jayne Clifton dellaJubilee Debt Campaign.  Axel Kicillof, il ministro dell'economia argentino ha poi sostenuto che l'Argentina sta pagando volentieri interessi al 92% di obbligazionisti che hanno accettato le offerte per ristrutturare il debito del paese nel 2005 e nel 2010, ma non è riuscito a risolvere la questione con i "fondi avvoltoio" senza far scattare una valanga di reclami che potrebbero costare al paese più di 100 miliardi di dollari. In un segno di quanto barocca questa saga sia diventata, prosegue il Columnist del Telegraph, l'Argentina ha effettivamente provato a procedere al pagamento alle banche statunitensi a New York, ma il denaro è stato restituito al fine di rispettare un ordine del tribunale. E non si sa ora se questo farà scattare i credit default swap sul debito dell'Argentina per un valore di 1 miliardo di dollari. 
 
Il dramma interminabile dell'Argentina, conclude Evans-Pritchard, è un promemoria di come possa essere difficile per un paese riconquistare il suo accesso nei mercati finanziari se si rompe il tabù e se si svolge un default unilaterale al di fuori dell'egida del Fondo Monetario Internazionale. I paesi che si rivolgono al FMI di solito ottengono rapidamente la fiducia. L'Uruguay, ad esempio, è stato in grado di indebitarsi nuovamente entro un anno dopo il default nel 2003 e il suo comportamento "eroico", mentre l'Argentina è ancora chiusa fuori dei mercati dei capitali globali 12 anni dopo. 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

La guerra culturale degli Usa contro l'Europa di Alessandro Bartoloni La guerra culturale degli Usa contro l'Europa

La guerra culturale degli Usa contro l'Europa

La mano rossa parla solo di guerra? di Raffaella Milandri La mano rossa parla solo di guerra?

La mano rossa parla solo di guerra?

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro di Marinella Mondaini Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Era già tutto previsto di Giuseppe Giannini Era già tutto previsto

Era già tutto previsto

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti