Lavrov: "Azioni fuorilegge contro il Venezuela, non porteranno a nulla di buono"
La Russia bolla le azioni USA in Venezuela come "da paesi fuorilegge"
Il Ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha lanciato un duro attacco alla politica dell'amministrazione Trump verso il Venezuela, definendola "inaccettabile" e destinata al fallimento. In una conferenza stampa, il capo della diplomazia di Mosca ha bollato le azioni di Washington come proprie di "paesi fuorilegge, quelli che si credono al di sopra della legge".
Le critiche si concentrano sul massiccio dispiegamento militare statunitense nel Mar dei Caraibi, giustificato dietro il pretesto fasullo della lotta al narcotraffico. Secondo Lavrov, gli Stati Uniti agiscono "senza giudizio né processo", intercettando e bombardando imbarcazioni con la scusa che trasportino droga, senza però fornire prove a sostegno di queste accuse. L'ultimo di questi attacchi, come riportato dal Pentagono, sarebbe avvenuto lunedì.
Il ministro degli Esteri russo ha ironicamente suggerito che agli USA converrebbe concentrare gli sforzi anti-droga in Belgio, dove – ha affermato citando servizi giornalistici – il narcotraffico e la criminalità prosperano. "Invece di occuparsi di Nigeria o Venezuela e, di passaggio, di impadronirsi dei loro giacimenti petroliferi, probabilmente per gli Stati Uniti sarebbe più conveniente combattere questo fenomeno in Belgio", ha dichiarato Lavrov, aggiungendo: "Tanto più che lì truppe statunitensi già ci sono. Non sarà necessario colpire barchette con tre persone a bordo".
La posizione di Mosca si allinea perfettamente con quella del Presidente venezuelano Nicolás Maduro, che da mesi denuncia le aggressioni statunitensi. Maduro ha ripetuto che il vero obiettivo di Washington è un "cambio di regime" per impadronirsi dell'"immensa ricchezza petrolifera" del paese, che vanta le prime riserve di petrolio e le quarte di gas al mondo. Un'analisi supportata dai rapporti delle Nazioni Unite, che escludono che dal Venezuela partano sostanze illegali dirette verso gli Stati Uniti.
Il controverso "metodo" statunitense non passa inosservato a livello internazionale. I bombardamenti sono stati criticati dai governi di Colombia, Messico e Brasile, nonché da esperti ONU che li hanno definiti "esecuzioni sommarie" contrarie al diritto internazionale. A queste voci si è unita la portavoce del Ministero degli Esteri russo, María Zakharova, che ha condannato "energicamente l'uso eccessivo della forza militare" in violazione sia della legge USA che di quella internazionale.
Lo scontro diplomatico si inasprisce sullo sfondo delle rivelazioni di ottobre, quando Trump ha ammesso di aver autorizzato la CIA a condurre operazioni coperte in territorio venezuelano. Una notizia che ha portato Maduro a chiedersi retoricamente: "Qualcuno può credere che la CIA non operi in Venezuela da 60 anni? O che non abbia cospirato per 26 anni contro il comandante Chávez e contro di me?".
Il messaggio di Lavrov è quindi un monito chiaro: la linea intransigente di Washington non solo non risolverà la situazione, ma mina ulteriormente la reputazione degli Stati Uniti agli occhi della comunità globale. E inoltre lew loro vere intezioni sono ben chiare nonostante la retorica della lotta alla droga.

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