Lavrov: le sanzioni anti Russia derivano da un pensiero colonialista
Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha denunciato domenica che le sanzioni imposte dai paesi occidentali contro la Russia provengono da un "pensiero colonialista", il cui obiettivo non ha nulla a che fare con la situazione in Ucraina, ma è fatto per indirizzare la posizione della Russia nelle questioni chiave verso ciò che vuole l'Occidente.
"Si può vedere perfettamente nei loro comunicati e nelle loro azioni che il senso vero è quello di cambiare la Russia affinché modifichi la propria posizione su questioni fondamentali e per cambiare, finalmente, la nostra percezione dell’occidente. 'È un pensiero del secolo scorso, colonialista ... ", si lamenta Lavrov secondo quanto riporta Hispan Tv.
Lavrov ha espresso il suo disappunto sull'Unione europea che nonostante abbia un potenziale ruolo di 'gioco indipendente' negli affari internazionali, mantiene invece un orientamento verso Washington.
Per quanto riguarda i rapporti Mosca-Washington, il ministro ha riconosciuto che le attuali relazioni con gli Stati Uniti non sono solo "difficili", ma sono "in un vicolo cieco in diverse direzioni" e "precedenti alla crisi ucraina." A questo proposito, sottolinea "l'approccio sbagliato" che ha Washington in termini di relazioni internazionali. "Gli Stati Uniti ritengono che il paese abbia il diritto di punire i paesi che non agiscono come vuole Washington, e li costringe alla cooperazione su questioni di vitale importanza per gli Stati Uniti ed i suoi alleati. Questo approccio è sbagliato. Tale approccio imperiale agli affari del mondo si correggerà, ma il processo richiederà molto tempo", ribadisce a questo proposito.
Il capo della diplomazia russa considera la proliferazione del terrorismo nel mondo derivante dall'aggressione del 2003 degli Stati Uniti all’Iraq, “quando in assenza di qualsiasi autorizzazione del Consiglio di Sicurezza ha iniziato il bombardamento e l'invasione del paese"”

1.gif)
