Lavrov: "Più il regime di Kiev viola gli accordi, meno territorio rimane all'Ucraina"
"Più il regime di Kiev viola gli accordi, meno territorio rimane all'Ucraina". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov all'apertura della 16ª Assemblea mondiale russa. “Più le attuali autorità ucraine, sostenute dall'Occidente, minano vari accordi, meno territorio ha questo regime”, ha ribadito Lavrov nel resoconto che oggi offre Tass.
“Nel febbraio 2014: se avessero rispettato in buona fede quanto concordato, non sarebbe successo nulla e la Crimea sarebbe parte dell'Ucraina. Ma hanno deciso di rompere l'accordo, perché desiderosi di cambiare il governo il prima possibile”. Nel febbraio 2015, gli accordi di Minsk. "Se avessero rispettato questi accordi, sì, la Crimea era già secessionista a quel punto, ma l'Ucraina sarebbe rimasta all'interno dei suoi confini, compreso tutto il Donbass. Non hanno voluto farlo perché non erano disposti a concedere a una parte del Donbass uno status speciale, che implica innanzitutto la conferma del diritto della popolazione di parlare la propria lingua”, ha precisato Lavrov.
Il ministro degli Esteri russo ha anche ricordato gli accordi di Istanbul. “E la terza occasione che hanno avuto è stata a Istanbul nell'aprile del 2022. Il presidente [della Russia Vladimir Putin] <...> ne ha parlato in dettaglio. Naturalmente, anche la situazione attuale è diversa da quella dell'aprile 2022”, ha sottolineato.


