Le nuove cifre sul piano di salvataggio di Cipro
Nicosia dovrà trovare 6 miliardi di euro aggiuntivi per evitare il fallimento
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Cipro ha ammesso giovedì che il costo del salvataggio del paese avrà cifre diverse rispetto ai 17,5 miliardi di euro indicati nel Memorandum di novembre. Il portavoce del governo di Nicosia, Christos Stylianides, ha dichiarato come, vista la situazione attuale e le previsioni economiche per i prossimi due anni dell'economia del paese, il costo del bailout del suo sistema finanziario raggiungerà i 23 miliardi di euro. Questo significa che Nicosia dovrà trovare 6 miliardi di euro aggiuntivi ad i 7 cui si è già impegnata per sbloccare i 10 miliardi di prestito da parte della troika. Secondo una fonte vicina alle trattative riportata da AFP, anche la Commissione Europea e la Bce hanno confermato queste cifre presentate dal governo cipriota.
Secondo l'accordo stipulato il 25 marzo scorso, Cipro dovrà ridurre drasticamente il suo settore bancario, aumentare le tasse, tagliare l'occupazione nel settore pubblico e privatizzare alcune aziende. La Laiki Bank, fallita, è stata riorganizzata in una fusione con gli asset positivi della Bank of Cyprus; i depositi non garantiti oltre 100 mila euro di quest'ultima andranno incontro a perdite oltre il 60%; quelli di Laiki dovranno attendere anni per rivedere una porzione minima dei loro soldi. Sempre secondo il Memorandum d'intesa con la troika, Nicosia dovrebbe ottenere 600 milioni di euro con una nuova tassa sulle aziende, 400 attraverso la vendita delle riserve auree, ed altri imprecisati milioni con la privatizzazione e ricapitalizzazione del debito da parte degli investitori. Si tratta di cifre molto lontane alle esigenze del paese. Cipro è già in recessione e con un tasso di disoccupazione al 15% che crescerà ulteriormente nei prossimi due anni. Secondo alcuni documenti trapelati e pubblicati dal blog del Financial Times Brussels, ieri, il Pil crollerà del 12,5% nei prossimi due anni, con il debito pubblico che aumenterà al 126.3% del Pil nel 2015, rispetto al 86.5% dello scorso anno.
I ministri delle finanze dell'Eurozona si incontreranno venerdì a Dublino e discuteranno anche le possibilità di Nicosia di procedere al programma di salvataggio in base alla nuova realtà economica del paese e le nuove cifre necessarie per il suo salvataggio. Il ministro delle finanze del Lussemburgo, Luc Frieden, ha però già precisato che l'Europa ed il Fondo Monetario Internazionale non potranno aumentare il loro programma di prestiti di 10 miliardi.


