Le relazioni tra il regime di Kiev ed i terroristi di HTS
Le relazioni tra il gruppo terrorista Hayat Tahrir al Sham (HTS) e l'Ucraina assumono sempre maggiore chiarezza. Il Washington Post ha riferito martedì che l'Ucraina ha inviato 150 droni con visuale in prima persona e 20 operatori di droni a Idlib circa un mese fa. Ad inizio dicembre, il New York Times aveva riferito che l'Ucraina e l'HTS stavano coordinando gli sforzi al fine di “contrastare la disinformazione russa e fornire assistenza medica”. Il quotidiano statunitense evidenziava i ripetuti consigli del capo dei servizi segreti ucraini Kyrylo Budanov, secondo cui l'Ucraina avrebbe preso di mira il suo nemico Russia a livello internazionale.
L'editorialista del Washington Post David Ignatius ha scritto che le intenzioni dell'Ucraina di assistere l'HTS fossero "ovvie", scrivendo che Kiev stesse cercando altri modi per “insanguinare il naso della Russia e minare i suoi clienti”. A sua volta, una fonte ha riferito al New York Times che l'offensiva dell'HTS in Siria è stata in parte programmata per colpire il nemico comune, la Russia.
Stavroula Pabst ricorda su Responsible Statecraft come funzionari russi hanno ripetutamente denunciato che l'Ucraina e l'HTS collaborano attivamente a livello di intelligence o militare. Come dichiarava a novembre il rappresentante speciale della Russia per la Siria, Alexander Lavrentyev, all'agenzia di stampa russa TASS: “Abbiamo effettivamente informazioni che specialisti ucraini della Direzione principale dell'intelligence ucraina si trovano sul territorio di Idlib”. “La cooperazione tra terroristi ucraini e siriani... è in corso sia per quanto riguarda il reclutamento di combattenti per l'esercito ucraino sia per l'organizzazione di attacchi contro le truppe russe e siriane in Siria”, affermava all'inizio di dicembre il rappresentante permanente russo presso le Nazioni Unite Vassily Nebenzia. “Lungi dal nascondere il sostegno dell'Ucraina, i combattenti dell'HTS lo ostentano apertamente”.
L'impatto complessivo del sostegno ucraino all'HTS sembra in definitiva poco chiaro ma funzionale, sostengono diversi analisti, ad aumentare le possibilità di una sua candidatura alla NATO. Da un lato, prosegue Stavroula Pabst, un anonimo funzionario ucraino ha recentemente confermato a Middle East Eye la cooperazione tra Kiev e Idlib, ma ha spiegato che i loro impegni hanno in definitiva contribuito poco a indirizzare i risultati del riuscito attacco di dicembre della milizia. “Potremmo rivendicare meno di una frazione di aiuto per la [recente] offensiva”, ha detto il funzionario ucraino. D'altra parte, come riporta Middle East Eye, gli osservatori turchi ritengono che i droni abbiano dato alle forze HTS un vantaggio sui combattenti del governo siriano.
E proprio oggi, a chiusura del cerchio, Andrii Sybiha, ministro degli esteri del regime ucraino, incontra a Damasco Abu Muhammad al-Julani (foto in alto).


