"Le tre ragioni per cui l'Irlanda dovrebbe uscire subito dall'euro". Cormac Lucey

Un piano B esiste per l'autore di "How Leaving the Euro Can Save Ireland"

3592
"Le tre ragioni per cui l'Irlanda dovrebbe uscire subito dall'euro". Cormac Lucey

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


Cormac Lucey, autore di Plan B: How Leaving the Euro Can Save Ireland, in un articolo su Independent sostiene in modo chiaro come i problemi economici per l'Irlanda affondano le radici nella decisione di aderire alla zona euro.
 
Riprendendo le parole di Mario Draghi, che ha recentemente respinto come “prematuri” i commenti di chi affermava che l’eurozona si sarebbe lasciata la crisi alle spalle nel 2014, e quelle dell'ex presidente della Banca Centrale Tedesca, Axel Weber, che al World Economic Forum di Davos ha dichiarato come quest’anno l’eurozona dovrà  affrontare un nuovo attacco dei mercati; Lucey sostiene come dal 2008 l’Irlanda è rimasta intrappolata nella crisi del debito. Da una pubblicazione della scorsa estate del FMI sull’indebitamento totale (ovvero la somma del debito pubblico, delle aziende e delle famiglie, rispetto al PIL) negli anni 2003, 2008 e 2012, in una selezione di paesi dell’eurozona, si osserva che dal 2008, in tutta l’Eurozona, i livelli del debito aggregato sono notevolmente aumentati (invece che diminuiti).
 
Perché stiamo facendo così pochi progressi a livello economico nonostante i tanti sacrifici imposti?, si chiede Lucey. Le autorità hanno sbagliato la diagnosi del problema e il Piano A semplicemente non sta funzionando. Le autorità non vedono che è stata la decisione dell’Irlanda di aderire alla zona euro a gettare i semi della nostra crisi finanziaria. Invece, i decisori politici più autorevoli – come Patrick Honohan, governatore della Banca Centrale – ci vorrebbero far credere che la crisi è “per tre quarti fatta in casa”.
 
La zona euro non doveva mai essere creata: la diversità nei cicli economici e nelle specificità dei modelli nazionali, combinata con la mancanza di una reale integrazione tra le economie nazionali dell’Eurozona, fa sì che l’eurozona sia ben al di sotto delle condizioni necessarie per una area valutaria funzionale. Tra il 1997 e il 2007 questo ha significato che l’Irlanda (e il resto della periferia dell’Eurozona) ha avuto dei tassi d’interesse di gran lunga troppo bassi per le sue condizioni. Il risultato di un tale credito sotto costo è stato un boom del credito, un boom immobiliare, un boom dell’occupazione, un boom del settore pubblico e un boom dei costi.
 
Alla fine tutti questi boom si sono trasformati in un crollo. “Non sono i Paddies  incapaci e festaioli  quelli che devono essere rimproverati per la crisi economica irlandese, ma gli europei dalle pie illusioni e dalle dubbie competenze, che giocavano ai Lego col sistema valutario – di cui allora non hanno capito il funzionamento,  e a tutt’oggi ancora non lo capiscono”, sostiene Lucey.
 
A conclusione del suo articolo poi Lucey indica le tre ragioni per cui l'Irlanda dovrebbe uscire dall'euro il prima possibile: in primo luogo, l'unione valutaria assegnerà al paese sempre tassi d'interesse inappropriati alle esigenze economiche. Dal 1997 al 2007 sono stati troppo bassi. Dal 2008 sono stati troppo alti. In secondo luogo, la cessione della politica monetaria a Francoforte ha negato all'Irlanda uno strumento utile per uscire dalla crisi come hanno dimostrato Usa e Regno Unito. Infine, uscendo dall'euro l'Irlanda potrebbe permettere alla sua valuta di assestarsi su un nuovo e più basso livello in modo che con ogni probabilità possa stimolare la crescita economica e l’occupazione. In condizioni normali, se un paese soffre una dura crisi economica la sua moneta si deprezza e agisce un po’ come un airbag per l’economia, in modo da assorbire alcuni degli effetti deflazionistici della recessione. 
 
 Ma, dal 2007, la nostra moneta, l’euro, è cresciuta – non calata – del 25% rispetto alla sterlina. L’alternativa alla correzione dello squilibrio nei tassi di cambio tramite uscita dall’euro (svalutazione esterna) consiste nel correggere gli squilibri con ancora più Piano A. Le implicazioni sono anni di sofferenza sociale senza crescita. I difensori del Piano A contestano che non esiste alternativa, ma conclude Lucey, un Piano B c'è.
 
Per la traduzione completa dell'articolo si rimanda e si ringrazia Voci dall'estero su segnalazione di Orizzonte 48

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Il turismo culturale in Cina: dall’avere all’essere   Una finestra aperta Il turismo culturale in Cina: dall’avere all’essere

Il turismo culturale in Cina: dall’avere all’essere

La “Sinistra Antagonista” e il ritorno della Scia di Francesco Santoianni La “Sinistra Antagonista” e il ritorno della Scia

La “Sinistra Antagonista” e il ritorno della Scia

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione di Alessandro Mariani Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

La Flotilla e lo sguardo assente dell'Occidente di Giuseppe Giannini La Flotilla e lo sguardo assente dell'Occidente

La Flotilla e lo sguardo assente dell'Occidente

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti