Le vittime di Dacca: come le reazioni mediatiche allontanano le persone dalla razionalità
"La salvezza del pianeta e della civiltà non verrà dai media, totalmente organici al sistema liberista e capaci solo di drogare i popoli per impedire loro di prendere coscienza".
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di Francesco Erspamer*
Continuano le prove generali di empatia a telecomando e i risultati sono ottimi. Non tanto perché risulta confermato che in una società frammentata e individualista i media possono provocare le reazioni psicologiche di massa che vogliono: questo lo si sapeva, come si sapeva che si tratta di reazioni intensissime ma di breve durata, dunque non utilizzabili per ottenere il consenso dei cittadini per politiche di medio o lungo termine. No, l’aspetto più interessante per il potere è che le ripetute emozioni mediatiche allontanano la gente dalla razionalità: sbatti il terrore in prima pagina e in prima serata, amplifica l’orrore attraverso l’ossessiva ripetizione delle immagini e l’accumulazione di dettagli non sempre verificati e non importa se contradditori, e non appena la commozione diminuisce e lascia il posto all’analisi, sùbito enfatizza un altro atto di violenza. Il trucco, in sostanza, è di non lasciarci mai il tempo per pensare a mente fredda, sommergendoci con periodiche ondate di emotività.
Così per le vittime di Dacca: cinicamente usate per dare sfogo alle frustrazioni di chi è insicuro del proprio futuro e testimone della drammatica diminuzione della qualità della vita delle persone ordinarie a vantaggio di una piccola élite di vincenti. Mentre nessuno si domanda la logica di costringere gli imprenditori italiani a operare altrove e al tempo stesso facilitare le multinazionali straniere che vogliano operare in Italia; o perché si faccia fabbricare da operai del Bangladesh ciò che gli italiani compreranno, invece di farlo fabbricare da operai italiani. (Non ditemi che è perché costa meno: primo, perché allora si tratta di sfruttamento; secondo, perché basterebbe pretendere identiche condizioni di lavoro; terzo, perché l'eliminazione di dazi e confini è tipico della globalizzazione e degli imperi, non di tutte le società, e mai nella storia è avvenuta su questa scala).
La salvezza del pianeta e della civiltà non verrà dai media, totalmente organici al sistema liberista e capaci solo di drogare i popoli per impedire loro di prendere coscienza. La salvezza del potere e della civiltà sarà possibile soltanto attraverso un rifiuto collettivo dei media e un ritorno all’esperienza reale, non virtuale, come fondamento del nostro giudizio.
*Porfessore all'Harvard University. Post Facebook del 3 luglio 2016.


