Lettera da Aleppo, la città fantasma. "Eravamo lontani dal fanatismo. Oggi vogliono convincerci che l’altro è un nemico"

"La madre di Duha non è venuta. Infatti, la piccola Duha di 5 anni è all’ospedale San Luigi da Domenica, è stata duramente colpita alla testa e alla mano dalle schegge"

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Lettera da Aleppo, la città fantasma. "Eravamo lontani dal fanatismo. Oggi vogliono convincerci che l’altro è un nemico"

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da al manar 
 
La testimonianza del frate marista Georges Sabe da Aleppo, la seconda città della Siria, fino al 2011 motore economico del paese arabo. Oggi, Aleppo è ridotta in macerie, la popolazione soffre l’assedio delle bande terroriste. Frate George, con la sua congregazione, affrontando molti rischi, come la caduta dei razzi e i colpi di mortaio lanciati dalle bande armate, ha organizzato diverse attività per portare aiuto alla popolazione di Aleppo, senza distinzione di credo religioso, nello spirito di solidarietà e accoglienza che ha sempre caratterizzato il popolo siriano.
 
Ecco la sua testimonianza, il primo giorno di Ramdan ad Aleppo:
 
Oggi, 19 giugno 2015 è il primo Venerdì di Ramadan … Questa mattina, le strade erano quasi deserte. Tutti che ancora dormivano. I musulmani che digiunano sono rimasti svegli fino a tarda notte per poter fare colazione prima della preghiera dell’alba che annuncia l’inizio del digiuno.
 
Abbiamo distribuito oggi, il paniere alimentare mensile alle famiglie sfollate, nell’ambito del “Paniere marista Blu”.
 
La madre di Duha non è venuta. Infatti, la piccola Duha di 5 anni è all’ospedale San Luigi da Domenica, ordinata come parte del progetto “Civili feriti dalla guerra.” È stata duramente colpita alla testa e alla mano dalle schegge. La sua famiglia vive in una delle zone più calde della città. Sono poveri. Non hanno quasi nulla. Questo quartiere è il più economico. L’ultima casa in cui hanno vissuto fino a domenica mattina è la casa della zia.
 
Negli ultimi 3 mesi, si erano trasferiti 2 volte, sempre nello stesso quartiere, ad alto rischio … Ogni colpo di mortaio che è caduto ha distrutto parte della casa, hanno dovuto cercare rifugio altrove. Douha tornerà a vivere in questo quartiere nelle stesse condizioni di insicurezza!
 
Per lei e molte come lei, abbiamo lanciato il progetto didattico “Io voglio imparare.” Come lei, molti ragazzi dei nostri progetti sono minacciati ogni giorno, così come i loro genitori, con armi da fuoco.
 
Penso a Hiba che finirà con tutta la sua famiglia di 8 persone per strada. Con tutte queste famiglie, troviamo le stesse paure, le stesse minacce, le stesse preoccupazioni, soprattutto, quando sono alimentate da alcune voci:  «So no qui hanno conquistato un tale quartiere,  una via. Li abbiamo visti, abbiamo visto la loro bandiera, abbiamo sentito il loro grido. Li abbiamo visti passare». Ma queste sono solo voci annunciate dai profeti di sventura.
 
Sì, è Aleppo, una città ricca di voci di una possibile invasione da parte dei gruppi armati. Come se non fosse già sufficiente per le persone vivere sotto la minaccia di bombardamenti e colpi di mortaio, devono vivere con ansia per il loro futuro
 
Dovremmo cercare una risposta? Non dovremmo creare il panico? Dovremmo preoccuparci e allarmare la gente? Cosa fare, come comportarsi, quale parola usare? Quale atto si può tradurre in fiducia? Quale gesto?
 
Molte le domande che ci impongono di noi maristi Blu, per essere portatori di speranza.
 
Quando, amici da tutto il mondo, ci contattate per avere notizie o per mostrare la vostra solidarietà e il vostro sostegno, noi respiriamo, prendiamo forza, siamo incoraggiati a continuare il percorso così difficile.
 
Stasera credo che tutti i nostri amici musulmani, per i quali il digiuno è il periodo di ritorno a Dio e agli uomini, qualsiasi uomo, in particolare, i più svantaggiati, i più poveri. Questo è il tempo di elemosina “Zakat”. Questo è il momento in cui ognuno ha il diritto all’”iftar”, il pasto che chiude il digiuno.
 
Penso ai miei amici ai musulmani che pregano e convertono i loro cuori. Durante il Ramadan, mentre il ritmo della vita cambia. Tutti i negozi, le attività culturali e ricreative ruotano per circa 29 giorni intorno a Ramadan, quando la vita si trasforma in culto e di fede.
 
In Siria, il Ramadan è un’occasione per condividere, ad aprirsi gli uni agli altri, vicini, parenti, amici. Sono sempre stato colpito da qualsiasi persona che digiuna. La mamma di Kosai 5 anni, è venuta a pregarmi di convincerlo a non digiunare. Un accordo si è concluso, a giorni alterni
 
Nella tradizione dell’Oriente, nell’augurare musulmani un buon Ramadan, diciamo loro: “Mabrouk Ta3itkon”.  “Dio benedica la vostra obbedienza.” È il tempo di adeguare il loro stile di vita al ritmo della loro fede. Un esempio, un modello in questo terzo millennio.
 
I nostri amici musulmani hanno sempre rispettato i loro fratelli cristiani che non digiunano. Nulla viene imposto ai cristiani. Essi sono liberi di vivere la loro vita e la loro fede nella tradizione cristiana pura, senza alcuna minaccia o imposizione.
 
Eravamo lontani dal fanatismo che vuole imporre un punto di vista, uno visione. Quanto siamo lontani da quel estremisti mondo estraneo alla nostra storia e dalla nostra tradizione culturale. Noi abbiamo sempre rispettato la fede, la cultura e le tradizioni degli altri.
 
Oggi, vogliono convincerci che l’altro è un nemico. Vogliono convincerci che per vivere bisogna escludere l’altro. Vogliono convincerci che la diversità non dovrebbe esistere. Solo una dottrina, una visione, una legge e chiunque non aderisce è minacciati, perseguitato, emarginato e ucciso.
 
In questo grande mondo alla ricerca di un modo per offrire a Dio, vivere la propria fede e l’impegno per l’uomo sono un’eloquente testimonianza dei valori che danno significato.

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INVITO
 
Giovedì 25 giugno, ore 16, presso la biblioteca Vaccheria Nardi, Via Grotta di Gregna, 37, a 200 metri dalla fermata metro B  S.Maria del Soccorso, 
Per Info

Cultura, memoria e cibo di pace con il pensiero rivolto ad Aleppo 
 
Incontro con Marinella Correggia autrice del libro 'El presidente de la paz' (Sankara ed. 2015 - il libro è in italiano malgrado il titolo), premio Trisol del Alba 2014. Il ricavato della vendita del libro (7 euro è il prezzo) è interamente devoluto a progetti umanitari ad Aleppo (Siria).
 
Oltre a letture in tema di guerra e pace, in questo anno pieno di anniversari, saranno discussi i contenuti del libro (ruolo attivo contro le guerre imperialiste, solidarietà con l'Africa, ecologia di giustizia), e saranno descritti i progetti sostenuti. Un’occasione per riflettere su cosa fare contro i conflitti. 
 
INGRESSO LIBERO. Degustazione gratuita di veg-assaggi (cibo di pace).

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