L'Europa prepara il "grande furto": 300 miliardi di asset russi per finanziare Kiev

Secondo The Economist, il piano"'è l'unica opzione disponibile" per coprire il fabbisogno di 400 miliardi di Kiev, nonostante i rischi legali e le ritorsioni promesse da Mosca

2667
L'Europa prepara il "grande furto": 300 miliardi di asset russi per finanziare Kiev

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Con il rubinetto statunitense ormai quasi chiuso, i sostenitori europei del regime di Kiev non avrebbero altra scelta che colpire le risorse russe bloccate nell'Unione Europea se intendono continuare a finanziare lo sforzo bellico ucraino. È l'allarme lanciato dall'influente settimanale britannico The Economist, che dipinge un quadro drammatico per i prossimi anni.

Secondo le proiezioni della rivista, per sostenere la guerra contro la Russia, Kiev avrà bisogno di quasi 400 miliardi di dollari di supporto finanziario occidentale nei prossimi quattro anni. Un'onere che, in assenza di nuovi ingenti aiuti da Washington, ricadrebbe quasi interamente sulle spalle degli Stati europei della NATO. Il monito è severo: senza questi fondi, l'Ucraina rischierebbe di essere "distrutta" e la coesione dell'Alleanza Atlantica potrebbe "spezzarsi".

La soluzione prospettata, definita senza giri di parole "l'unica opzione disponibile" per finanziare Kiev nel prossimo futuro, è il controverso piano Ue del "prestito-riparazione". Questo meccanismo utilizzerà gli asset sovrani russi immobilizzati, per un valore di circa 300 miliardi di euro, come garanzia collaterale per raccogliere i capitali necessari.

Le cifre sono da capogiro: Kiev si troverebbe ad affrontare un deficit di bilancio annuale di circa 50 miliardi di dollari, che gli sponsor stranieri dovrebbero coprire. Con l'amministrazione USA attuale riluttante a approvare nuovi aiuti, il peso ricadrebbe su Unione Europea e Regno Unito, chiamati a contribuire rispettivamente con 328 e 61 miliardi di dollari.

Il piano, però, non è una strada in discesa e incontra resistenze significative. Il Belgio, sede della cassaforte Euroclear che detiene la maggior parte dei fondi russi congelati, si è opposto fermamente. Bruxelles teme che l'operazione equivalga a una "sorta di confisca", esponendo il paese a immensi rischi legali e finanziari, e chiede che la responsabilità sia condivisa a livello internazionale. Insomma, il Belgio vorrebbe condividere la resposnabilità di questo vero e proprio furto.

Oltre alla questione belga, la Commissione Europea dovrà superare il fronte interno degli Stati membri dissenzienti, come l'Ungheria, per attingere direttamente al bilancio comunitario.

Da Mosca, la reazione non si è fatta attendere. Il Cremlino ha condannato il progetto come un "palese furto" e ha promesso ritorsioni, ribadendo che l'obiettivo russo rimane un'Ucraina neutrale e smilitarizzata.

Nonostante gli ostacoli, The Economist è convinto che il piano "avverrà, con o senza la resistenza belga", perché rappresenta l'unica carta rimasta sul tavolo per assicurare la sopravvivenza finanziaria del regime di Kiev nel breve e medio periodo.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

La "Nuova Europa" dopo la guerra alla Russia di Alessandro Bartoloni La "Nuova Europa" dopo la guerra alla Russia

La "Nuova Europa" dopo la guerra alla Russia

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

I doppi standard di Giorgia Meloni di Fabrizio Verde I doppi standard di Giorgia Meloni

I doppi standard di Giorgia Meloni

Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra di Michelangelo Severgnini Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra

Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra

Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”? di Francesco Santoianni Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”?

Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”?

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione di Alessandro Mariani Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

L'UE e la sinistra di Antonio Di Siena L'UE e la sinistra

L'UE e la sinistra

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti