Levy, il filosofo guerrafondaio "umanitario", rifiuta ad un giornalista un passaggio nel suo blindato a Mosul
“Qual è lo scopo di BHL a Mosul? Coordina il trasferimento di Daesh in Siria? Psuedo umanista con Kouchner".
Il filosofo Bernard-Henri Lévy, tristemente noto per le sue posizioni guerrafondaie, sta preparando un documentario nei pressi della città irachena di Mosul.
Mentre viaggiava con il suo blindato avrebbe rifiutato ad un giornalista di trovare rifugio nel suo veicolo.
Un gesto che ha già prodotto diverse reazioni sui social.
Nessun conflitto, a quanto pare, può fare a meno della compagnia del filosofo francese e della sua proverbiale camicia bianca. Questa volta è la città irachena di Mosul, dove i militari iracheni provano a liberare la ciittà dal 17 ottobre.
"Ho incontrato BHL a est di Mosul. Ha rifiutato di farmi entrare nel suo veicolo blindato mentre ero scoperto", ha twittato mercoledì 23 ottobre il giornalista indipendente Wilson Fache, che ha collaborato, in particolare, con AFP e CNN.
J'ai croisé #BHL sur le front à l'est de #Mossoul. Il a refusé que je rentre dans son véhicule blindé alors que j'étais à découvert. #Classe
— Wilson Fache (@wilsonfache) 23 ottobre 2016
Se la scena è stato descritta da questo reporter sia vera non lo sappiamo, ma la presenza di Bernard-Henri Lévy nell'area di Mosul è confermata dal filosofo stesso. Una pubblicazione di domenica 23 ottobre sul sito della rivista La Règle du Jeu, da lui stesso fondato, riporta che "lo scrittore Bernard-Henri Levy è tornato dal Kurdistan iracheno per preparare un secondo film che sarà intitolato "La battaglia di Mosul.'" Il testo specifica che l'intellettuale francese ha viaggiato in un veicolo sicuro: "molto vicino al presidente curdo, Massoud Barzani, BHL ha visto questa settimana la prima linea contro Daech da una schermata, e ha partecipato ad un'offensiva con i leader militari di peshmerga".
La descrizione di un BHL che rifiuta un passaggio ad un giornalista in pericolo nel suo blindato durante la guerra non poteva non scatenare la reazione dei social.
Un utente di Twitter ha preso in giro il coraggio del filosofo.
@wilsonfache @jaouad_naser une zone où bhl se trouvait ne doit pas être trop dangereuse :-)
— poncherelo (@mourinho75000) 23 ottobre 2016
Un altro ha preferito prendere di mira i protagonisti del reportage di guerra – i «Peshmerga» – che il filosofo ama riprendere.
@wilsonfache @Philippe_FQSP il ne voulait pas se faire piquer le scenario de son prochain navet..
— RAYMOND LASCIENCE (@saint_frusquin) 24 ottobre 2016
La leggendaria camicia bianca dello scrittore, naturalmente, è stata al centro della presa in gira sui social.
@wilsonfache @GillesFavard il devait avoir sa chemise blanche il voulait pas se mélanger
— Dugot Jean claude (@GiGironflons33) 23 ottobre 2016
Altri lo hanno accusato di spionaggio contro l'Iraq. “Qual è lo scopo di BHL a Mosul? Coordina il trasferimento di Daesh in Siria? Psuedo umanista con Kouchner".
@wilsonfache Que fesait Bhl au front à Mossoul? Il coordonne le transfert de Daesh vers la Syrie? Pseudo humaniste avec Kouchner.
— Serdar Bülent (@SerdarBulent10) 23 ottobre 2016


