Libano: due morti a Beirut. Senza una soluzione della crisi siriana, il paese è a rischio guerra civile.

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Libano: due morti a Beirut. Senza una soluzione della crisi siriana, il paese è a rischio guerra civile.

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Gli scontri in Siria si stanno progressivamente spostando in Libano. Lunedì mattina intensi combattimenti sono scoppiati nella capitale libanese, Beirut, tra i sostenitori del regime di Assad e quelli dei ribelli siriani, causando la morte di due persone ed il ferimento di una ventina. Inoltre, residenti locali hanno bloccato l'accesso alla città portuale settentrionale di Tripoli nella regione di Akkar, dopo che i soldati avevano ucciso due membri del gruppo “Alleanza 14 marzo”, solidale all'opposizione siriana. “Gli scontri sono i peggiori dal gennaio 2001 quando il popolo prese le strade dopo la dissoluzione del governo del primo ministro Saad al-Hariri”, ha dichiarato il corrispondente di Al Jaazera a Beirut.
I combattimenti sono iniziati subito dopo che Sheikh Ahmed Abdul Wahid, un religioso sunnita, e Muhammed Hussein Miraib, entrambi appartenenti all'alleanza 14 marzo, sono stati uccisi nella loro auto domenica vicino Tripoli mentre cercavano di oltrepassare un checkpoint dell'esercito senza fermarsi. L'esercito libanese ha rilasciato una nota in cui ha confermato le morti al checkpoint senza precisare ulteriori dettagli. “L'esercito esprime profondo rammarico per la morte di due vittime ed aprrà una commissione d'inchiesta per accertarne le cause”, si legge. Secondo gli oppositori dell'alleanza 14 marzo, tuttavia, i due sono stati colpiti volutamente. “Se avessero voluto evitare le morti, avrebbero sparato alle ruote. E' stato un atto voluto”, ha dichiarato a Reuters uno dei membri del gruppo.
Molti sunniti nel nord del paese simpatizzano con la rivolta in Siria e accusano l'esercito libanese di prendere ordini direttamente da Damasco. Le divisioni etniche e politiche del paese hanno trasformato il conflitto latente in combattimenti che rischiano di gettare il paese sul baratro della guerra civile. Il primo ministro libanese Najib Mikati ha cercato di smorzare le tensioni domenica: "Il governo è determinato nel proteggere la coesistenza sociale e applicherà tutte le misure necessarie per prevenire l'insorgere di una guerra civile", ha dichiarato. Nella scorsa settimana il gruppo degli Alawiti, l'etnia di appartenenza del predinente siriano Assad, ed i sunniti si erano già scontrati nella città di Tripoli ed i funerali del religioso sunnita previsti per la serata di lunedì potrebbero essere motivo di ulteriori combattimenti.
La storia dei due paesi è stata storicamente correlata. La Siria, il partner dominante, ha mantenuto fino al 2005 una presenza militare in grado di determinare le scelte politiche dell'alleato. Da allora, ha comunque mantenuto una grande influenza su Beirut e senza una soluzione in tempi brevi della questione siriana, il Libano potrebbe presto dover affrontare l'incubo della guerra civile.

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