Libano, scontro sull'accordo con Israele: Teheran rilancia Hezbollah come garante della sovranità nazionale
L'accordo quadro raggiunto a Washington tra Libano e Israele continua a suscitare forti polemiche, mentre dal fronte della Resistenza arrivano dure critiche contro un'intesa giudicata come nettamente favorevole ai sionisti di Tel Aviv. Secondo numerosi osservatori e commentatori vicini all'asse della Resistenza, il documento non garantirebbe il ritiro delle truppe israeliane dal sud del Libano, ma sancirebbe piuttosto una semplice "ridislocazione" delle forze di occupazione, lasciando a Israele ampia libertà di intervento militare. I critici dell'accordo sostengono inoltre che Beirut avrebbe accettato di limitare il ricorso agli strumenti giuridici internazionali contro Israele e di assumere l'impegno a disarmare tutte le formazioni armate non statali, con Hezbollah indicato implicitamente come principale destinatario della misura.
Una scelta che, secondo questa lettura, rischierebbe di alimentare profonde tensioni interne e di compromettere l'equilibrio politico del Paese. In questo contesto si inserisce la presa di posizione di Ali Akbar Velayati, consigliere della Guida della Rivoluzione Islamica iraniana per gli Affari Internazionali. In un messaggio diffuso sui social, Velayati ha definito Hezbollah "il vero pilastro e garante dell'esistenza e dell'indipendenza del Libano", sostenendo che la libertà priva di una reale indipendenza politica si trasformi in una "gabbia dorata".
Le dichiarazioni arrivano mentre Washington rivendica il raggiungimento di un "accordo quadro" tra Beirut e Tel Aviv come primo passo verso una futura normalizzazione. Tuttavia, i bombardamenti israeliani sul Libano proseguono e, secondo i dati citati dalle autorità libanesi, dall'inizio della nuova offensiva del 2 marzo il bilancio ha raggiunto oltre 4.200 morti e più di 12.000 feriti, oltre a ingenti distruzioni nei villaggi del sud del Paese.
Anche il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha ribadito che qualsiasi soluzione politica dovrà avere come limite invalicabile "la piena sovranità del Libano e la sua completa indipendenza". Una posizione che conferma come, nonostante gli sforzi diplomatici, il nodo del ruolo della Resistenza e della presenza israeliana nel sud del Libano continui a rappresentare il principale ostacolo a una stabilizzazione duratura della regione.
LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE "Il MONDO IN 10 NOTIZIE" - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.
SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA
CLICCA QUI


