Libera circolazione sospesa: i sostenitori del clima non saranno i benvenuti in Francia per COP 21
Il governo francese si prepara a ristabilire i controlli alle frontiere per un mese, in coincidenza della Conferenza Internazionale sul clima di Parigi. Questa misura eccezionale è presa "in caso di grave minaccia per l'ordine pubblico o sicurezza interna", come recita l'art 23 del Codice Frontiere Schengen. La società civile, che conta di mobilitarsi in massa, sembra particolarmente presa di mira, denucnia la riivista francese Basta!, che riporta come molte delegazioni provenienti dai paesi in via di sviluppo stiano incontrando notevoli difficoltà ad ottenere i visti. Un caso emblematico è quello di Mouhad Gasmi, figura di spicco della lotta contro lo shale gas in Algeria che il 21 ottobre si è recato al consolato di Francia ad Algeri con l'invito di Coalition Climat 21 - che raggruppa 130 organizzazioni - per un visto e si è visto concedere un appuntamento solo il 5 GENNAIO 2016, un mese dopo la fine della COP 21!
L'ultima volta che il governo francese ha utilizzato questa disposizione risale al 2012 per il G20 di Cannes. La Polonia ha inoltre restaurato controlli provvisori alle frontiere nel 2013, in occasione della 19esima Conferenza Internazionale sul clima che si è tenuta a Varsavia.


