Libia: gruppo armato occupa aeroporto di Tripoli. Paese a rischio collasso politico
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Il processo di transizione democratico in Libia sempre più nel caos. Lunedì un gruppo di miliziani della brigata al-Awfiya di Tarhuna, città a sud di Tripoli, hanno occupato l’aeroporto internazionale della capitale libica. Secondo quanto riferisce l’inviato della tv araba ’al-Jazeera, sono stati annullati tutti i voli in partenza dallo scalo internazionale, mentre quelli in arrivo sono stati deviati sull’aeroporto di Mitiga, che si trova lungo la costa di Tripoli. La brigata, chiamata "Al Awfia", è originaria della città di Tarhouna, a circa 60 km a est di Tripoli. La zona è da sempre considerata fedele al regime del defunto leader Gheddafi. La richiesta di Al Awfia è quella del rilascio di uno dei suoi leader, Abu Ujeila Al Habashi, detto «l'Abissino», scomparso due notti fa. Secondo l'emittente araba, si era recato nella capitale per consegnare alcuni carrarmati all'esercito regolare e non avrebbe più dato notizie di sé: la brigata ritiene che sia stato arrestato. Le autorità militari del Consiglio nazionale di transizione negano ogni coinvolgimento nella scomparsa di Al Habashi. Il portavoce del Cnt, Mohammed al-Harizy, ha dichiarato che «l'Abissino» sarebbe stato rapito da ribelli armati sconosciuti mentre era in viaggio tra Tarhouna e Tripoli la scorsa notte. Il presidente Mustafa Abdul Jalil, attuale capo del Cnt, ha dato la sua disponibilità a un incontro con la brigata, chiedendo il ritiro dall'aeroporto in cambio dell'apertura di un'inchiesta sulla scomparsa di Al Habashi.
Sempre lunedì l'emittente televisiva al Jazeera, citando come fonte il vicepresidente dimissionario della Commissione elettorale centrale, ha confermato che le elezioni previste per il 19 giugno non si svolgeranno prima di luglio. Le elezioni per l’Assemblea costituente verranno rinviate “perlomeno alla prima settimana di luglio”, scrive l’emittente citando Sghair Majeri. Il rinvio è dovuto a problemi procedurali: sono oltre 4.000 i candidati per i 200 seggi dell’Assemblea e le autorità “hanno bisogno di più tempo per esaminare le candidature. Tenere le elezioni il 19 giugno è una missione impossibile”, aveva già dichiarato Majeri, perché per le procedure di verifica, la stampa delle schede e la loro distribuzione ci vorrà tempo. Fino al momento il governo di transizione ha sempre confermato la data del 19 giugno, ma il paese non sembra pronto.


