Libia: riapre la borsa e l'Egitto vuole processare i fedeli dell'ex rais

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Libia: riapre la borsa e l'Egitto vuole processare i fedeli dell'ex rais

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Nonostante il processo di transizione democratica in Libia stenta a decollare, con le rivendicazioni d'autonomia della Cirenaica e le accuse di torture nelle carceri, un prim segnale di normalità si ha avuto giovedì: la borsa valori ha riaperto le contrattazioni dopo un anno di inoperatività. Era stata chiusa infatti durante l'avanzata dei ribelli del Cnt di Bengasi sulla capitale, controllata dal colonnello Muammar Gheddafi. Solo sei delle 12 societa' che erano quotate lo scorso anno sono state ammesse alle contrattazioni, che nei primi minuti hanno registrato un guadagno di oltre l'1%.Il responsabile della borsa di Tripoli, Ahmed Karoud, spiega che  "la decisione di riaprire è stata presa nella speranza di rilanciare l'immagine di un'economia ridotta a pezzi da mesi di sanguinosa guerra". 

Inoltre, sempre nella giornata di giovedì, le autorita' egiziane hanno dichiarato di voler procedere ad una richiesta formale alla Libia di estradizione degli ex funzionari libici legati al deposto regime di Muammar Gheddafi. "Il procuratore capo dell'Egitto sta considerando le richieste della parte libica e sta impedendo ai cittadini libici di lasciare il Paese", ha sottolineato il portavoce del ministero di giustizia del Cairo Amr Rushdi.

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