L’impatto dell’attacco statunitense al Venezuela sul prezzo globale del petrolio è limitato nel breve termine, ma aumenta l’incertezza a lungo termine: gli analisti
Dopo l’attacco degli Stati Uniti al Venezuela, Donald Trump ha annunciato piani miliardari per ricostruire le infrastrutture energetiche venezuelane, mantenendo però l’embargo sul petrolio, secondo Bloomberg e CNBC. Gli analisti cinesi prevedono effetti minimi sui prezzi nel breve periodo, vista la scarsa incidenza della produzione venezuelana — meno dell’1% del totale mondiale. Nel lungo termine, tuttavia, le incertezze aumentano per via dell’evoluzione politica e della capacità di sfruttamento locale.
Reuters riporta che le esportazioni venezuelane sono ferme, mentre la CNN suggerisce che il piano USA potrebbe rendere Caracas un fornitore più rilevante. Le compagnie statunitensi restano prudenti: Chevron si limita a rispettare le leggi, ExxonMobil e ConocoPhillips non commentano.
Il Venezuela, fondatore dell’OPEC, possiede le maggiori riserve al mondo ma produce meno di un milione di barili al giorno. Per il professor Jin Lei (China University of Petroleum), eventuali rialzi dei prezzi resterebbero modesti e di natura psicologica. Wang Yongzhong (Accademia Cinese delle Scienze Sociali) prevede un impatto “limitato” e un mercato stabile nel medio termine.
Secondo gli analisti, un maggiore coinvolgimento delle compagnie USA potrebbe dare a Washington influenza sui prezzi globali, consentendole di manovrare la produzione a proprio vantaggio. Dai Jiaquan (Istituto Nazionale di Ricerca sul Petrolio) sottolinea che il greggio venezuelano, pesante e ricco di zolfo, è ideale per le raffinerie del Golfo del Messico e in concorrenza con quello canadese. Lin Boqiang (Università di Xiamen) ritiene improbabile un rapido rilancio produttivo, poiché i costi e i tempi d’investimento sarebbero elevati.
La azienda nazionale petrolifera del Venzuela, PDVSA, afferma che per modernizzare gli oleodotti servirebbero 58 miliardi di dollari, dopo 50 anni senza aggiornamenti. Nel complesso, gli esperti stimano un impatto per ora contenuto ma potenzialmente significativo nel lungo periodo, con implicazioni per tutti i paesi consumatori, inclusa la Cina.
Fonte: Global Times

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