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«L'imperialismo americano, il capitale finanziario internazionale e le forze oligarchiche a loro subordinate hanno scatenato una forte offensiva contro i governi progressisti, rivoluzionari e di sinistra in America Latina e nei Caraibi»

 

Discorso della delegazione cubana al XX Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e dei Lavoratori (IMCWP)

 

Traduzione di Marco Pondrelli per Marx XXI


Compagni,


Il 10 ottobre 1968, nel centenario dell'inizio delle nostre guerre di indipendenza, il leader storico della Rivoluzione Cubana, Comandante in Capo Fidel Castro, ha detto: ".....A Cuba c'è stata una sola rivoluzione, quella iniziata da Carlos Manuel de Céspedes cento anni fa, che il nostro popolo sta portando avanti attualmente".


Con questa frase memorabile è stata sigillata la vera e continua natura del processo rivoluzionario cubano che oggi, 150 anni dopo il suo inizio, continua ad avere in Martí il suo riferimento etico, la sua unità e vocazione di lotta, nelle idee marxiste la sua fonte permanente di ispirazione ed in Fidel il suo senso di giustizia e la fede incrollabile nella vittoria.



Qualche settimana prima di celebrare il 60° anniversario del trionfo della Rivoluzione, con l'infinito orgoglio di essere fedeli ad una storia piena di eroismo, le sfide che il nostro popolo si trova oggi ad affrontare non sono da meno, aggiornare il modello economico e sociale di sviluppo socialista ci permetterà di avere una nazione indipendente, sovrana, socialista, democratica, prospera e sostenibile.


Stimati compagni,


Negli ultimi tre mesi abbiamo portato avanti in tutto il paese un profondo processo di Riforma Costituzionale al quale milioni di nostri cittadini hanno partecipato e contribuendo a questo documento con proposte e considerazioni.


La nuova Costituzione incorpora le idee di Fidel nel concetto di Rivoluzione che ci è stato consegnato; riafferma il ruolo del Partito Comunista di Cuba come avanguardia organizzata della classe operaia e come principale forza superiore dello Stato e della Società, come garante dell'unità e costruttore di consenso nel suo legame permanente con il popolo.


La determinazione ad andare avanti nel processo di costruzione del socialismo, nel rispetto delle nostre tradizioni, della nostra storia e nel complesso scenario internazionale attuale, è un altro elemento del Progetto di Costituzione che preserva i principi umanisti e la giustizia sociale, ampliando così i diritti dei cittadini e le loro garanzie fondamentali.


In linea con le decisioni prese nei Congressi del 6° e 7° Partito, si introducono cambiamenti nel modello economico e sociale, si riafferma la capacità normativa e il controllo dello Stato sui processi economici del paese, si ratifica il ruolo guida della proprietà socialista, pur riconoscendo altri tipi di proprietà ed accordi, si riafferma il ruolo della gestione pianificata dell'economia che considera e regola il mercato.


Vi sono proposte per cambiare e migliorare la struttura statale, rendendola più funzionale e concedendo maggiore autonomia ai governi locali.


Il primo segretario del Partito, il compagno Raúl Castro Ruz, che presiede la Commissione responsabile del processo di riforma costituzionale, ha ripetutamente invitato i cittadini a comprendere la necessità e la portata dei cambiamenti che dobbiamo apportare alla Costituzione per garantire il carattere irreversibile del socialismo e la continuità della Rivoluzione.


Dobbiamo compiere questo nobile sforzo di fronte all'intrattabile politica di aggressione e al blocco economico, finanziario e commerciale degli Stati Uniti, che è stato rafforzato dall'attuale amministrazione Trump, imponendo così un'inversione significativa nelle relazioni tra le due nazioni e un ritorno al linguaggio ostile che ha caratterizzato gli anni della Guerra Fredda.


Il blocco è il principale ostacolo al nostro sviluppo, ma ha fallito nel suo obiettivo di invertire il processo rivoluzionario a Cuba e viene respinto dalla stragrande maggioranza della comunità internazionale.


Cuba ha dimostrato la sua disponibilità a compiere progressi nel processo di normalizzazione delle nostre relazioni bilaterali con gli Stati Uniti, ma ha chiarito che nessuno dovrebbe aspettarsi da noi un compromesso sui nostri principi e l'indipendenza e l'autodeterminazione della nazione.

Colgo l'occasione per esprimere la nostra gratitudine a tutte le parti qui presenti per la loro permanente solidarietà con il nostro popolo.


Amici,


stiamo vivendo tempi di crescenti minacce e pericoli per la pace e la stabilità nel mondo, accentuati dagli sforzi agonizzati della classe dirigente statunitense per stabilirsi come superpotenza dominante imponendo i propri interessi nazionali, trascurando le organizzazioni internazionali e gli accordi e gli impegni multilaterali presi.


L'imperialismo americano, il capitale finanziario internazionale e le forze oligarchiche a loro subordinate hanno scatenato una forte offensiva contro i governi progressisti, rivoluzionari e di sinistra in America Latina e nei Caraibi, utilizzando tutti i mezzi disponibili, compresa la guerra non convenzionale.


Lo scorso luglio abbiamo tenuto a Cuba il 24° Incontro del Forum di San Paolo che si è concentrato principalmente nel valutare la situazione nella regione, facendo esperienza degli ultimi anni e proiettando azioni volte a promuovere l'unità delle forze di sinistra, sulla base di un programma di lotta comune contro l'offensiva neoliberale dell'imperialismo e delle oligarchie nazionali.


La posta in gioco in America Latina è l'indipendenza dei nostri popoli di fronte all'insaziabile appetito di dominio del "brutale e turbolento Nord che ci disprezza", come disse José Martí, per preservare l'emergente integrazione di fronte ai vecchi tentativi di dividere, di scindere e confrontarsi con noi; per costruire alternative con modelli e processi popolari, democratici e partecipativi o per soccombere al diritto reazionario che in sostanza è una semplice caricatura delle ben note vecchie dittature repressive del nostro continente.


Per questo è così importante riaffermare la validità della Proclamazione dell'America Latina come Zona di Pace, L'Avana gennaio 2014, come garanzia di coesistenza pacifica tra le nostre nazioni, come principio di integrazione e come base per avanzare nello sviluppo della regione.


Di fronte a questo scenario negativo il Partito Comunista di Cuba riafferma il suo appoggio incondizionato alla Rivoluzione bolivariana e chavista in Venezuela ed al suo presidente costituzionale Nicolas Maduro; respinge gli atti di vandalismo in Nicaragua per destabilizzare e rovesciare il governo sandinista, condanna la detenzione illegale e l'ingiusta estromissione politica dell'ex presidente Lula in Brasile, denuncia la persecuzione politica dei movimenti sociali e dei leader di sinistra in tutta la regione, sostiene il governo del presidente Evo Morales, augurandogli successo nella sua rielezione e noi accompagniamo risolutamente il popolo colombiano nella sua lunga lotta per una pace giusta e duratura.


Stimati compagni,


Nel documento costituzionale che sarà presto sottoposto a referendum popolare si riaffermano, tra l'altro, i principi di politica estera della Rivoluzione cubana sulla base dell'antimperialismo e dell'internazionalismo, la cooperazione reciproca; l'unità dei paesi del Terzo Mondo, la condanna del fascismo, del colonialismo e del neocolonialismo e ad altre forme di sottomissione, il non intervento negli affari interni degli Stati; il rifiuto del razzismo e della discriminazione.


A tal fine esprimiamo la nostra ferma solidarietà con il popolo saharawi per la sua libera autodeterminazione, così come il nostro sostegno al popolo palestinese, condannando le continue aggressioni dello Stato sionista di Israele contro questa nobile e sofferente nazione.


Fedele alla sua tradizione il Partito Comunista di Cuba continuerà a promuovere l'unità e la cooperazione tra i partiti comunisti e operai, lo sviluppo di relazioni basate sulla fiducia e il rispetto tra i nostri partiti e la pratica della solidarietà internazionalista, con l'obiettivo comune di fare progressi per superare il capitalismo e costruire una società basata sulla giustizia e l'uguaglianza sociale, cosa che è possibile solo con il socialismo.


Grazie mille.

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