L'India chiederà agli Usa di condividere la tecnologia per decifrare le conversazioni su internet
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Si è aperta ieri a New Delhi la conferenza tra i capi della polizia americani e quelli indiani istituita nel quadro del dialogo India-US Homeland Security, avviato a seguito dell’incontro tra il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e il primo ministro, Manmohan Singh, nel novembre 2010.
India e Stati Uniti sono stati tra i bersagli principali dei gruppi terroristici transnazionali, ragion per cui il ministro degli Interni indiano Sushilkumar Shinde vede nella cooperazione rafforzata tra i due paesi un modo per "proteggere le nostre città e il nostro popolo".
Secondo una nota di ordine del giorno diffuso dal Ministero dell'Interno e riportata dall’Economic Times, nel corso dell’incontro, l'India chiederà agli Stati Uniti di condividere la sua tecnologia sul modo di decifrare le conversazioni su vari servizi come Viber, WhatsApp, Skype, Wechat.
Sulla base di quanto riportato da Reuters questa estate, l'India avrebbe iniziato a utilizzare un sistema che permette alle agenzie di sicurezza e ai funzionari delle imposte sul reddito di intercettare direttamente telefonate ed e-mail, senza alcun controllo legislativo.
Mentre i governi di molti paesi, tra cui l'India, hanno reagito con rabbia alle rivelazioni di Edward Snowden sullo spionaggio condotto dagli Stati Uniti ai danni dei funzionari stranieri, molti di questi hanno intensificato la sorveglianza interna di Internet .


