L'Internazionale neo-liberista: Renzi chiede aiuto e il e il "New York Times" corre in suo soccorso
"Articolo di prima pagina che equipara un'eventuale vittoria dei no al successo di Trump e a Brexit parlando di "rabbia populista". È la nuova strategia retorica del neocapitalismo, perfezionata da spin doctor come Jim Messina, l'americano assunto da Renzi per manipolare l'opinione pubblica"
di Francesco Erspamer*
Renzi chiede aiuto e il "New York Times" corre in suo soccorso: l'internazionale liberista, a differenza di quella comunista, funziona benissimo. Articolo di prima pagina che equipara un'eventuale vittoria dei no al successo di Trump e a Brexit parlando di "rabbia populista".
È la nuova strategia retorica del neocapitalismo, perfezionata da spin doctor come Jim Messina, l'americano assunto da Renzi (e pagato molto bene, vi assicuro) per manipolare l'opinione pubblica (è lil compito degli spin doctor): far aggirare per l'Europa e il mondo lo spettro del populismo, come ai tempi di Marx quello del comunismo. Con il vantaggio che l'accusa di populismo può essere indifferentemente diretta contro l'estrema destra (a indignare i benpensanti di sinistra e dargli una scusa per turarsi il naso e accettare il regime liberista) e contro la sinistra sociale (a indignare i benpensanti di destra).
Ma il punto che l'inviato americano (che evidentemente si informa sulla situazione italiana leggendo "La Repubblica" o guardando i tg) evita accuratamente di rilevare è che la Costituzione che Renzi, Boschi e Marchionne vogliono snaturare è profondamente antipopulista, anzi fu espressamente pensata e costruita per impedire a qualsiasi costo le derive populiste. E infatti finora le ha impedite, a differenza che negli Stati Uniti, che in Gran Bretagna, che in Francia. Perché nell'Italia uscita dal fascismo, come nella Germania uscita dal nazismo, la principale preoccupazione dei costituenti fu creare un sistema che rendesse impossibile il dominio di un leader o di un partito unico e desse all'opposizione un potere considerevole, anche al rischio (garantito da elezioni rigorosamente proporzionali) di frantumare la politica in tanti partiti e partitini..
Capisco che agli apostoli della governabilità questo sistema non piaccia: ma lo dicano esplicitamente, come JP Morgan, uno dei colossi della finanza globale, che pochi anni fa esplicitamente criticò "le Costituzioni antifasciste" (parole loro) approvate alla fine della seconda guerra mondiale perché di ostacolo alle privatizzazioni e agli interessi delle grandi multinazionali. Sostenere invece che conservare la Costituzione votando no al referendum sia populismo è semplicemente una menzogna, una tipica inqualificabile menzogna della macchina del fango liberista.
Questo è in gioco, dopodomani (domani ndr): la Costituzione antipopulista e antifascista. Per difenderla #iovotono.
*Professore all'Harvard University. Post Facehook del 2 dicembre 2016


