L'ipocrisia della FIFA in Qatar: 1200 operai morti nel dimenticatoio, ma "nessuno tocchi la stampa"
Blatter annunca l'apertura di un’inchiesta sull'arresto a Doha, in Qatar, del giornalista della Bbc, Mark Lobel. E i 4 mila morti che ci saranno prima dell'inizio dei mondiali?
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di Augusto Rubei
D’accordo lo schiavismo, ma non toccate la stampa. E’ il regolamento Fifa non scritto, quello secondo cui salvare il posteriore a un giornalista può valere una medaglia al valore negli ambienti giusti e far cadere nel dimenticatoio le vecchie accuse di corruzione piombate sulla Federazione. In queste ore Blatter e i suoi hanno annunciato di aver aperto un’inchiesta sull'arresto a Doha, in Qatar, del giornalista della Bbc, Mark Lobel, impegnato nella realizzazione di un reportage sulle condizioni di lavoro dei migranti per i Mondiali di Calcio del 2022.
Ma di smuovere qualche giureconsulto a Zurigo e indagare sullo sterminio in corso non se ne parla. Ad oggi le stime sono sconvolgenti: già sono morti 1.200 operai (nepalesi, indiani, bangla). Lavorano come schiavi, 16 ore al giorno e a temperature che sfiorano i 50 gradi, privi di ogni misura di sicurezza. I datori possono persino impedirgli di abbandonare il Paese, in base a un istituto giuridico interno del diritto islamico (kafala).
La Confederazione internazionale dei sindacati ha stimato che di questo passo le vittime saliranno a 4mila quando ci sarà il fischio di inizio della competizione. Per capirci: a Sochi i morti furono 25, in Brasile 6. Durante la costruzione del Golden Gate Bridge, nel 1930, vale a dire 80 anni fa, persero la vita 11 persone.
Le autorità di Doha sono andate ben oltre le consuete deportazioni forzate delle persone più povere che spesso precedono grandi eventi sportivi, proprio com’era accaduto in Brasile. Quello che sta avvenendo in Qatar è uno genocidio silenzioso in piena regola.
Di norma, la Fifa in casi del genere ha sempre dribblato le sue responsabilità scaricandole ai Paesi organizzatori. Ma questa volta no, sulla Bbc non si tace, perché Blatter lo sa bene: c’è da avere più paura di tre giornali ostili che di mille baionette.
Fonte: MicroMega
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