L'Iran annuncia l'arresto di 123 «mercenari» al servizio di Stati Uniti e Israele
Il CGRI: «Sventato un piano di sabotaggio e spionaggio». Tra i fermati, quattro presunti agenti del Mossad
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (CGRI) ha annunciato sabato l'arresto di 123 persone accusate di collaborare con «reti sioniste-statunitensi» in diverse province iraniane. Lo riporta Hispan TV.
L'Organizzazione di intelligence del CGRI ha dichiarato di aver inferto un «duro colpo» a una rete di mercenari nelle province di Gilan, Hamedan e Semnan. Nella sola provincia di Gilan, sono state smantellate diverse cellule per un totale di 102 persone, che cercavano di generare insicurezza e sabotaggi. Secondo il CGRI, sono state arrestate prima di poter compiere azioni.
Tra questi, spiccano quattro spie affiliate al Mossad che, secondo il comunicato, inviavano informazioni riservate e la posizione di zone strategiche, addestrandosi ad atti violenti nel cyberspazio.
Nella provincia di Hamedan, le forze di intelligence hanno arrestato 18 persone appartenenti a reti legate al movimento monarchico, al regime sionista e a elementi interni traditori. Sono state confiscate armi da fuoco e munizioni. A Semnan, sono state arrestate due spie che avevano tentato ripetutamente di contattare un ufficiale del Mossad, inviando informazioni su persone e luoghi.
Il CGRI ha inoltre applicato misure disciplinari a 100 persone che incitavano alla violenza. Gli arresti arrivano dopo 40 giorni di «aggressione militare illegale» da parte di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, fondata – secondo Teheran – su «menzogne e falsi pretesti» con l'ausilio di «persone traditrici e pagate».


