L'Iraq denuncerà la Turchia all'Onu se verrà provata la sua complicità con l'ISIS
Per la maggior parte degli iracheni, gli Stati Uniti sono "in combutta" con l'ISIS
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"Noi non crediamo che gli americani sostengono lo Stato Islamico, ma è vero che la maggior parte delle persone ritengono che sia così, e hanno ragione a credere che dovrebbero fare molto di più di quanto già fanno. È perché l'America è così lenta il motivo per cui la maggior parte delle persone crede che sponsorizza l'ISIS".
Queste sono le parole di Naseer Nouri, un portavoce del ministero della Difesa iracheno. Nouri stava commentando un articolo del Washington Post su come agli occhi della maggior parte degli iracheni, gli Stati Uniti sono "in combutta" con l'ISIS.
Naseer fa di fatto sua la tesi di Mosca che il governo turco sia complice nel traffico illegale di greggio da parte dell'ISIS.
Sulla scia di una presentazione del ministero della Difesa russo che ha denunciato le operazione di contrabbando di petrolio dello Stato Islamico e il suo legame con la Turchia, Nouri ha detto ai media russi che se Vladimir Putin fornirà le prove del coinvolgimento di Erdogan nel commercio illegale, Baghdad depositerà una denuncia presso il Consiglio di sicurezza dell'ONU.
Da Sputniknews
Nel caso di conferma delle accuse contro Ankara sugli acquisti di petrolio di contrabbando dai terroristi del Daesh, Baghdad presenterà immediatamente un esposto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e alle organizzazioni internazionali, ha dichiarato Mohammad Nasser Nuri, portavoce del ministero della Difesa dell'Iraq.
"Se il governo iracheno otterrà prove sufficienti e dettagliate senza esitazione le presenterà al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e a tutti gli organismi internazionali competenti", — ha detto Nuri dopo essere stato raggiunto telefonicamente da Sputnik.
Secondo Nuri, oggi ci sono "informazioni generali sul contrabbando di petrolio iracheno con camion verso alcuni Paesi, compresa la Turchia."
"Questo petrolio è utilizzato per finanziare il Daesh," — ha detto Nuri.
"Ci sono prove, immagini satellitari e dati di intelligence che confermano il contrabbando di petrolio iracheno del Daesh in Turchia," — ha concluso l'interlocutore dell'agenzia.
Nel frattempo, il portavoce del Dipartimento di Stato usa, Mark Toner, ha detto in un briefing che mentre gli Stati Uniti non possono negare che il petrolio trafficato illegalmente attraverso il confine turco, Washington non può dire che il governo turco sia complice nel contrabbando di petrolio dello Stato islamico.


